Frana di Quincinetto: riaperta l’autostrada A5. L’Uncem: “Non si paghi il pedaggio per il disagio”

Quincinetto

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22/06/2019

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Il presidente della Valle d'Aosta Antonio Fosson dichiara che la situazione va rivista poiché non è possibile lasciare territori e amministrazioni locali isolate e in situazione di estremo disagio, con gravi ripercussioni economiche soprattutto per il settore turistico

L’autostrada A5 Torino-Aosta, minacciata a Quincinetto da una frana, è stata riaperta al traffico intorno alle 18,00 di oggi, sabato 22 giugno. La chiusura aveva interessato da questa mattina, il tratto di 18 chilometri compreso tra i caselli di Ivrea e Pont Saint Martin. L’arteria autostradale è attualmente percorribile: nel tratto compreso tra Quincinetto e Pont Saint Martin si viaggia sulla careggiata in direzione di Aosta con doppio senso di marcia. Chiuse, in via del tutto precauzionale, le corsie in direzione Torino.

E’ da anni che la frana incombe sulla frazione Chiappetti: tempo sono stati installati dagli esperti un rete di sensori che monitora la situazione e fa scattare l’allarme in caso di avanzamento della gran massa di rocce e fango. Ed è quello che è successo nella prima mattinata: sono stati i sensori a segnalare il lieve smottamento causato dalle piogge cadute negli ultimi giorni.

E se la Città Metropolitana ha annunciato di porre un’attenzione particolare nei confronti della frana che si trova sul versante della montagna anche la Regione Valle d’Aosta interviene tramite il presidente Antonio Fosson che sottolinea come la situazione va riverificata al più presto “poiché non è possibile lasciare territori e amministrazioni locali isolate e in situazione di estremo disagio, con gravi ripercussioni economiche soprattutto per il settore turistico”.

Marco Bussone presidente dell’Uncem non le manda certo a dire: Si tratta di una situazione assurda quella registrata nelle scorse ore, anzi, da anni, sulla direttrice che solca l’Eporediese – dichiara -. Da molto tempo si conoscono i pericoli di quella frana, monitorata da sensori. Uncem lo ha anche più volte scritto al Mit. Eppure il Concessionario, per tutelarsi, chiude la via, blocca l’autostrada. Riteniamo avrebbe potuto svegliarsi prima intervenendo direttamente su quel pezzo di versante pericoloso, investendo proprie risorse”.

“Da tempo come Uncem chiediamo, senza risposta, una seria riforma del sistema autostradale – conclude Bussone – che imponga ai concessionari di riconoscere ai territori attraversati un ruolo, con un ritorno economico continuativo e stabile. Ci auguriamo almeno che automobilisti e autisti di mezzi pesanti i transito in queste ore sull’A5 non debbano pagare il pedaggio. Zero. Non si faccia pagare il pedaggio su tutta la A5 dal Monte Bianco a Torino e viceversa, prendendo in giro chi guida”. (Immagine d’archivio).

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