Fotoreporter di Lanzo arrestato in Serbia. Documentava il viaggio dei profughi nei Balcani

22/03/2018

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Nonostante sia stato ampiamente scagionato dalle presunte vittime, il tribunale non ha sentito ragioni e ha incaricato la polizia di effettuare altre indagini. Attivata da una settimana l'Unità di Crisi della Farnesina

E’ originario di Lanzo l’insegnante e foto reporter Mauro Donato di 41 anni arrestato dalla polizia serba nella serata di venerdì 16 marzo con l’infamante accusa di aver aggredito per rapinarli tre profughi afgani. L’apprezzato fotografo canavesano da anni documenta i viaggi della speranza compiuti da decine di migliaia di profughi sulla “Balkan Route”, la strada che attraversa gli Stati Balcanici. L’arresto ha avuto luogo al confine con la Croazia. L’uomo di trovava in Serbia insieme al collega Andrea Vignali. Da una settimana il fotoreporter si trova in carcere nonostante sia stato ampiamente scagionato dalle tre presunte vittime dell’aggressione e dal collega.

L’ipotesi più probabile è che le autorità serbe abbiano in questo modo impedire che il giornalista documentasse ancora una volta in quali condizioni vivono i profughi che fuggono dalla guerra. Nonostante tutto l’autorità giudiziaria serba ha deciso, al momento, di non concedere la libertà a Mauro Donato, e di proseguire con le indagini. Fin dal giorno dell’arresto l’unità di crisi della Farnesina ha incaricato l’ambasciata italiana a Belgrado di seguire passo passo l’evolversi della vicenda. Secondo l’accusa mauro Donati avrebbe aggredito i tre profughi per togliere loro trecento dinari, poco meno di tre euro.

Due giorni fa si era data per imminente la sua liberazione. Poi è arrivata la doccia fredda della decisione assunta dalle autorità serbe. Sulla vicenda sono intervenute l’Associazione Subalpina e la Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi).

“E un caso che desta forte preoccupazione – si legge in una nota -. Conosciamo Mauro come un professionista serio, impegnato da tempo a documentare la sofferenza della centinaia di migranti bloccati sulla ‘Balkan Route’, attendiamo con ansia la sua liberazione vicini in questo momento difficile alla sua famiglia”. Stando alle ultimissime notizie, l’udienza giudiziaria dovrebbe avere luogo domani 23 marzo.

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