Fiera del Canavese: al Keyco Breaking News, il sistema dell’informazione locale tra luci e ombre

Rivarolo Canavese

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05/06/2016

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Il dibattito ha affrontato un tema delicato e controverso: il futuro dei giornali cartacei e delle testate on line nell'era dell'innovazione tecnologica

Problematiche e prospettive future dell’informazione territoriale alla luce dell’avvento dei social network. Un tema delicato e controverso che è stato affrontato dai giornalisti e direttori responsabili delle testate cartacee e on line attive in Canavese nella mattinata di domenica 5 giugno nella corte interna del castello Malgrà. Al Breaking News, moderato da Alfio Bilotta, organizzatore della Nuova Fiera del Canavese, promosso da Keyco Srl, partner della mostra campionaria rivarolese, hanno preso parte Elisabetta Signetto, responsabile di edizione del settimanale Il Canavese, Francesco Sermone, direttore responsabile del quotidiano on line Canavesenews.it, Alessandro Previati, direttore responsabile del quotidiano on line Quotidiano Canavese, Mario Damasio, direttore responsabile del quotidiano on line La Gazzetta del Canavese e Maurizio Vicario, caporedattore del settimanale diocesano Il Risveglio Popolare.

Dopo il saluto istituzionale del sindaco di Rivarolo Canavese Alberto Rostagno il dibattito è subito entrato nel vivo. Se è indubbio che l’avvento dei social network ha inevitabilmente cambiato il modo di fare comunicazione (e non sempre in meglio) è altrettanto evidente che i notiziari on line consentono di raggiungere una vasta platea di lettori in tempo reale. Questo non significa necessariamente che i social network soppianteranno la carta stampata. Su questo argomento si è sviluppata una vivace e interessante discussione. Due le posizioni preminenti: quella che l’avvento del web e dei social determinerà in tempi brevi la scomparsa dei tradizionali giornali in carta e quella secondo la quale i giornali cartacei non scompariranno perchè il fascino del giornale, magari ridimensionato nel ruolo, rimane. Si è anche parlato del fatto che l’eccessiva proliferazione di testate giornalistiche e di blog, ha in molti casi impoverito il linguaggio giornalistico e che spesso, la fretta di pubblicare le notizie prima della concorrenza a volte non consente agli operatori della comunicazione di effettuare le necessarie verifiche, come invece la deontologia professionale prevede.

Prevedere come sarà strutturato il complesso mondo dell’informazione locale tra un decennio è impossibile. La tecnologia cambia così velocemente che chi opera nel campo della comunicazione dovrà fare i conti con la conseguente progressione della metodologia informativa ad essa legata. Un’altra problematica evidenziata è quella relativa al mercato pubblicitario che rimane l’unico vero introito sia dei giornali cartacei che di quelli on line. Una flessione causata dalla grave congiuntura economica che determinerà una forzata selezione dei media perché è un dato di fatto che un’iniziativa editoriale deve essere economicamente sostenibile per poter essere competitiva. Un concetto è stato condiviso dai partecipanti: il Canavese, inteso come area vasta, è così frammentata dalla presenza di ben 184 comuni, che dare vita a un’informazione capace di coprire l’intero territorio, è praticamente impossibile. Una frantumazione che nei fatti, riflette quella relativa all’informazione locale. I margini di miglioramento sono possibili e l’impegno dei giornalisti dovrà essere rivolto nel fornire notizie precise, leggibili, verificate. Ma il cammino è ancora all’inizio. Nel bene e nel male.

 

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