Favria: il nubifragio devasta le colture di mais e foraggio. Il sindaco Bellone chiede lo stato di calamità

Favria

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15/06/2017

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Da ieri alle 18,00 il primo cittadino è in prima linea con i volontari della Protezione Civile per verificare lo stato del territorio devastato dal maltempo

Agricoltura in ginocchio, coltivazioni distrutte, agricoltori che non sanno più a che santo votarsi: il nubifragio che nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 14 giugno ha flagellato il Canavese ha creato non pochi danni a Favria, tanto il neo sindaco Vittorio Bellone è stato costretto a chiedere lo stato di calamità. La richiesta è stata inoltrata questa mattina alla Regione Piemonte, alla Città Metropolitana e alla Prefettura di Torino.

Da ieri alle 18,00 il sindaco che non si è ancora insediato ha esplorato, ogni angolo del territorio comunale insieme ai volontari della Protezione Civile per verificare la salvaguardia dell’incolumità dei suoi amministrati e per rendersi conto dello stato di devastazione e desolazione in cui versano le coltivazioni. Sarà lo spirito del carabiniere in congedo ma il neo sindaco è subito entrato in servizio a tempo pieno.

“Il mio plauso va all’instancabile operato dei volontari della Protezione Civile – commenta Vittorio Bellone -. Mi sentivo uno di loro, adesso sento di esserlo ancora di più. Attendiamo che la nostra richiesta legata al riconoscimento della calamità naturale abbia un riscontro al più presto. Quel che è certo è che qui tanti coltivatori sono davvero in ginocchio”.

La violenta perturbazione atmosferica che ha colpito Favria e che scaricato al suolo in pochi minuti bel 35 millimetri di pioggia, ha provocato anche l’allagamento di via San Pietro in pieno centro cittadino, la straripamento di tutti i canali irrigui che si trovano sul territorio comunale, danni alle banchine stradali conseguenti all’erosione degli argini dei canali, l’allagamento di cantine, garage e di aziende agricole e, purtroppo, ingenti danni alle colture di mais e foraggio.

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