Favria: il sindaco Ferrino non celebra matrimoni gay. “E’ una questione di principi morali”

Favria

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26/09/2016

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Il sindaco precisa: "Non si tratta di una questione personale. Per me la famiglia deve essere composta da un uomo e una donna". La decisione del primo cittadino obiettore di coscienza scatena la polemica

I matrimoni gay a Favria? Si possono celebrare, ma non sarà il sindaco a farlo. La “grana” è scoppiata nei giorni scorsi, quando a Serafino Ferrino è giunta la richiesta di unire in matrimonio due persone dello stesso sesso. Il primo cittadino si è rifiutato, con cortesia ma determinata decisione. Non è l’unico amministratore a dichiararsi obiettore di coscienza: in Italia sarebbero ormai un centinaio. Ma la notizia si è subito diffusa creando una vivace discussione anche sui social tra chi è contro e chi è favore della decisione assunta dal sindaco di Favria. Ferrino è incrollabile nella sua decisione: per quanto lo riguarda la famiglia deve essere composta da un uomo e una donna e definisce le coppie gay come un’aggregazione di persone dello stesso sesso e un una vera e propria famiglia. Non per nulla fa parte de Movimento “Sentinelle in Piedi” che in più occasioni si è schierato contro l’approvazione della legge sulle unioni civili. “E’ una questione di valori morali. Io non me la sento di celebrare un’unione che non condivido per motivi legati ai valori che hanno sempre caratterizzato la mia vita e il mio modo di comportarmi – spiega Serafino Ferrino -. Non è una questione personale ma io quel matrimonio non mi sento proprio di celebrarlo”.

Nella sostanza la nuova legge, approvata di recente, prevede che il dirigente dell’Ufficio Anagrafe dei comuni, in veste di pubblico ufficiale, possa celebrare al posto del sindaco, anche senza la delega di quest’ultimo. “Quando mi è stato chiesto dal funzionario ho risposto che non avrei rilasciato nessuna delega. Se lo avessi fatto sarebbe stato come dare il mio assenso – continua il primo cittadino -. Non intendo sfidare la legge, ma faccio appello al mio diritto di scegliere o meno di compiere atti che vanno contro i miei principi morali ed etici”.

Il sindaco ha provveduto a comunicare la sua decisione al funzionare dell’Anagrafe che ha provveduto a informare i due aspiranti sposi. Spetterà a loro scegliere se andare a sposarsi in un altro comune più accondiscendente o se fare a meno della presenza del sindaco. Ma non tutti sono dello stesso avviso: il sindaco di Vidracco, tanto per fare un esempio, a giorni unirà in matrimonio due persone dello stesso sesso. La questione è aperta e Serafino Ferrino è più che convinto che come lui la pensino, in tutta Italia, molti suoi colleghi. “Ognuno farà i conti con sua coscienza – taglia corto – Io sono a posto con la mia”.

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