Favria: in centinaia al funerale di Guido Zabena, l’operaio di 51 anni morto annegato nel sottopasso

Favria

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06/07/2018

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Tutta la comunità favriese si è stretta con affetto intorno agli anziani genitori. Il padre Piero: "Spero che la sua morte eviti il ripetersi di episodi simili". La procura d'Ivrea indaga per omicidio colposo

Erano in tanti, tantissimo, forse 500 persone a tributare, nella mattinata di oggi, venerdì 6 luglio, l’estremo saluto all’operaio di Favria Guido Zabena di 51 anni, morto annegato nel sottopasso allagato di Rivarolo Canavese nella notte di lunedì 2 e martedì 3 luglio. La comunità favriese si è stretta con affetto intorno a Maria Stella e Piero, gli anziani genitori dell’uomo vittima di morte così assurda e così tragica. La cerimonia funebre è stata celebrata nella chiesa di Favria dal parroco Don Gianni Sabia un commovente omelia ha ricordato il carattere solare, semplice e allo stesso tempo riservato di Guido Zabena, un uomo che non ha ma negato il suo aiuto a nessuno. Neanche al collega di lavoro (Guido Zabena lavorava nello stabilimento della Dayco di San Bernardo d’Ivrea) che aveva accompagnato a casa a Feletto quella maledetta sera in cui il nubifragio aveva spazzato tutta la zona.

Se fosse subito andato a casa, al termine del turno come soleva fare, Guido Zabena avrebbe rimandato chissà a quando il suo appuntamento con il destino. Alla funzione religiosa erano presenti anche, oltre a tanti colleghi di lavoro, il sindaco di Favria Vittorio Bellone, il primo cittadino di Rivarolo Canavese Alberto Rostagno e numerosi amministratori comunali. Lapidario, per via di un visibile e comprensibile dolore, il commento del papà della vittima che ha espresso la speranza che la tragica fine del figlio serva ad evitare che accadano simili episodi in futuro.

La procura di Ivrea, intanto, indaga per omicidio colposo. Nessun nome è stato ancora iscritto nel registro degli indagati. Il procuratore capo Giuseppe Ferrando su questa drammatica morte intende andare fino in fondo. La procura ha disposto nuove perizie (l’inchiesta è stata affidata al pm Chiara Molinari) per capire per quale ragione il sottopasso si sia allagato in quel modo nonostante la presenza delle pompe aspiratrici e se quella morte poteva, in qualche modo essere evitata.

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