Riordino a Favria dell’archivio comunale. Il sindaco Bellone: “Stava letteralmente esplodendo”

Favria

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27/11/2018

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E' partita la seconda tranche dei lavori. Prima di passare alla catalogazione, di modo che possano essere facilmente reperibili, i documenti devono prima essere accuratamente esaminati

E’ iniziata nelle scorse settimane la seconda tranche di lavori per il riordino dell’archivio comunale, dedicato agli uffici della segreteria e della polizia municipale. Se ne occupano due professioniste, Cristina Cabrini e Luciana Gastaldo, iscritte all’Associazione nazionale archivisti d’Italia, che hanno già lavorato in molti comuni canavesani, tra cui Cuorgnè, Pont Canavese e Valperga.

“L’opera è assolutamente necessaria, perché gli uffici stavano letteralmente esplodendo per le carte accumulate negli anni – spiegano il sindaco Vittorio Bellone e il vicesindaco Lucia Valente -. Già dopo la prima tranche di lavori, completati a gennaio scorso, abbiamo smaltito quantità considerevoli di pubblicazioni e documenti superflui, che ostacolavano solamente l’attività comunale”.

Tra le carte che sono state eliminate, anni di Gazzetta Ufficiale e richieste di iscrizioni scolastiche di diversi anni fa.

“Ci sono fogli che si possono buttare dopo un paio di anni, come appunto le singole domande di iscrizione a scuola, o altri per i quali bisogna attendere dieci anni, come le fatture – spiegano le archiviste incaricate -. Ma prima di poter eliminare un qualsiasi documento bisogna verificare che sia diventato davvero superfluo e che non sia invece necessario ad esempio per procedure di riscossione di tributi arretrati o per cause legali. E comunque lo smaltimento viene concordato con gli uffici comunali. Il lavoro enorme che c’è da fare è la cernita di questa massa di carte, prima di poter arrivare alla loro catalogazione, di modo che possano essere utili e facilmente reperibili.

Quando abbiamo preso in mano questo incarico ci siamo trovate di fronte non ad un archivio comunale, ma ad una sorta di magazzino confuso, dove pile di documenti erano accatastati alla rinfusa. Il riordino di cui ci stiamo occupando ora non era mai stato svolto prima”.

 

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