Fallimento Sandretto, la regione Piemonte dovrà adesso individuare una soluzione per il rilancio

Pont Canavese

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10/03/2017

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L'assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero assicura che presto sarà convocato un tavolo di confronto con il sindacato e il curatore fallimentare

Sulla delicata e precaria vicenda riguardante il fallimento della Sandretto, la storica azienda di Pont Canavese, specializzata nelle produzione di presse, interviene la regione Piemonte. In ballo c’è il futuro di 115 dipendenti. Nella mattinata di ieri, giovedì 9 marzo, il tribunale di Ivrea ha decretato il fallimento dell’azienda e ha nominato il curatore fallimentare. L’assessorato al Lavoro della Regione da tempo segue con particolare interesse le vicende che riguardano la Sandretto.

A fallimento dichiarato adesso di pensa a come ricollocare i dipendenti rimasti senza lavoro. L’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Gianna Pentenero ha espresso l’intenzione di convocare al più presto un tavolo di confronto al quale saranno invitati a partecipare, oltre al liquidatore fallimentare anche i sindacati, per effettuare una ricognizione globale della situazione. Il marchio Sandretto è di proprietà della regione Piemonte che lo aveva acquisito in passato.

La Fiom-Cgil è moderatamente ottimista: dal confronto con la Regione potrebbe innescarsi un processo di rilancio del sito produttivo consentendo il rientro dei lavoratori licenziati e che si trovano in mobilità.

Si tratta degli stessi lavoratori che, per quattro mesi hanno presidiato giorno e notte i cancelli dell’azienda, per evitare che la società che gestiva lo stabilimento potesse asportare macchinari e linee produttive.

Dov'è successo?

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