Ex dipendente dell’Olivetti scompare nel nulla da anni. La procura accusa il fratello di averlo ucciso

Ivrea

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15/12/2017

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Il pm di Catania accusa uno dei fratelli dell'uomo malato di averlo ucciso e di aver continuato a riscuotere la pensione. Chiesto il rinvio a giudizio del presunto assassino

La procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio di Salvatore Angemi, 55 anni, di Ivrea, per il presunto omicidio del fratello Angelo di 63 anni e di averne fatto sparire il cadavere. Se la richiesta della procura sarà accolta dal Gup Rosa Alba Recupido al termine dell’udienza preliminare che avrà luogo il prossimo 30 gennaio nel tribunale etneo Salvatore Angemi dovrà rispondere di pesanti accuse: omicidio volontario, abbandono di incapace e truffa ai danni dello Stato. Gli altri tre fratelli e la sorella hanno annunciato che si costituiranno parte civile.

Angelo Angemi, il fratello scomparso, era un ex dipendente dell’Olivetti di Scarmagno: dopo essere andato in pensione era tornato in Sicilia. L’uomo soffriva del morbo di Parkinson. Nel 2014 Salvatore Angemi si era recato a Catania per accudire il fratello Angelo: nel mese di novembre del 2014, l’uomo aveva telefonato ai famigliari residenti a Ivrea, annunciando loro che sarebbe tornato in città insieme al fratello malato.

Qui inizia il mistero della scomparsa di Angelo: Salvatore aveva raccontato ai parenti che lo avevano visto arrivare da solo di aver affidato il fratello ad una casa di cura di Messina, dove non era mai giunto.

Della scomparsa di Angelo si era occupata anche la trasmissione televisiva di Rai3 “Chi l’ha visto?”. Intanto Salvatore Angemi era stato iscritto nel registro degli indagati della procura perché si sospettava che stesse incassando la pensione di invalidità del fratello scomparso: scomparso e non morto, dato che non era stato ancora trovato alcun cadavere.

Poi, improvvisa arriva la svolta e la convinzione della procura che Angelo Angemi sia morto e che l’assassino sia il fratello Salvatore.

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