Emergenze, entro giugno 2017 attivo l’uno-uno-due, l’unico numero per tutte le chiamate di soccorso

Canavese

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10/12/2016

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Due i call center operativi da gennaio: uno a Grugliasco e l'altro a Fossano. La sperimentazione inizierà nella provincia di Cuneo. Saranno unificati il 118, il 112, il 113 e il 115

Gli addetti ai lavori lo chiamano “uno-uno-due” per non confonderlo con il 112, il numero di emergenza utilizzato per chiamare i carabinieri. Ma da fine gennaio del 2017 sarà l’unico numero da chiamare per ogni tipo di emergenza. Una vera rivoluzione che coinvolge in particolar modo gli operatori ma che semplifica la vita dei cittadini. In che modo? Con la creazione di una centrale unica che smisterà tutte le chiamate indirizzate ai vigili del fuoco, al 118, al 112 dei carabinieri e al 113 della polizia di Stato.

La novità è costituita dal fatto che da febbraio 2017 non sarà più possibile chiamare una chiamata operativa anche se i vecchi numeri per le emergenze continueranno a rimanere attivi. Un esempio pratico: se si compone il 112 dei carabinieri ma un call center unico che provvederà a smistare la chiamata alla centrale operativa interessata. Ma era necessario aggiungere un nuovo numero per le emergenze? Le esperienze compiute di recente a Roma e Milano, dimostrano, spiega il responsabile del progetto, che in questo modo si riducono di molto le cosiddette “telefonate di disturbo”. Dopo due squilli la centrale operativa unica risponderà alle chiamate che saranno reindirizzate entro un minuto a quella interessata. Tra l’altro ogni chiamata verrà geolocalizzata.

Il numero unico per le emergenze, il 112 appunto, è nato per fare in modo che anche il Piemonte possa adeguarsi alle direttive emanate dall’Unione Europea che prevede l’istituzione di un numero unico per le emergenze di ogni tipo. In tutta la regione saranno due i call center attivi: uno a Fossano e uno a Grugliasco che copriranno un bacino di utenza di tre milioni di abitanti. Saranno una trentina gli operatori impiegati per ognuno dei call center. Molti di questi sono ex dipendenti della Croce Rossa che sono da reintegrare nel mondo del lavoro, supportati da un’agenzia di interpreti in grado di parlare una ventina di lingue diverse. Il servizio sarà attivo dapprima nella provincia di Cuneo e sarà gradualmente esteso a tutte le altre province regionali unificando inizialmente soltanto il 115 e il 118. Entro il mese di giugno il numero unico dovrebbe essere pienamente operativo.

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