Discarica di Chivasso: il sindaco Castello lancia l’allarme: “Aiutateci. Non possiamo gestirla da soli”

Chivasso

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21/02/2019

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Nel corso dell'incontro è stata evidenziata anche la necessità di provvedere al più presto all’allacciamento dei serbatoi di raccolta del percolato con la fognatura comunale attraverso un "percolatodotto" da realizzare sia all’interno che all’esterno della discarica. L'altro problema non di poco conto è la carenza di personale alle dipendenze della Smc, la società che gestisce l'impianto

La gestione della discarica di Chivasso? E’ così impegnativa e il personale che si occupa delle lavorazioni necessari è così scarso che il Comune di Chivasso ha chiesto aiuto alla Prefettura di Torino per non rimanese il solo ad affrontare con mezzi propri le complesse dinamiche della gestione di uno degli impianto di smaltimernto più importanti del Nord Italia.
Il 6 febbraio si è tenuto un incontro presso la Prefettura di Torino, sollecitato dal sindaco Claudio Castello – che vi è intervenuto insieme all’Assessore all’Ambiente, Pasquale Centin – per fare il punto della situazione in merito alla discarica di Chivasso.

Il tavolo di lavoro è stato presieduto dal Vice Prefetto, con la presenza della Regione Piemonte, con l’Assessore all’Ambiente Valmaggia ed il Responsabile dell’Ufficio, dottoressa Molina, della Città Metropolitana con la Consigliera Delegata all’Ambiente Azzarà, i dirigenti Filippini e Soldi, i tecnici di Arpa Piemonte, del Consorzio di Bacino 16, i tecnici di ATO-R, il Presidente della società Seta con i tecnici, l’Amministratore delegato di Iren Ambiente e la Società Smc srl-gruppo WasteItalia, rappresentata dall’Amministratore delegato. Nonostante le sollecitazioni della Prefettura, non si è presentato all’incontro il Commissario Giudiziale nominato dal Tribunale di Milano per la gestione del concordato presentato dalla società Smc srl.

Nel corso della riunione si è evidenziato il problema della mancanza di personale di Smc in discarica e quindi delle ridotte lavorazioni necessarie alla gestione dell’impianto e in particolare dell’emungimento del percolato. Nei mesi di agosto, settembre e nella prima settimana di ottobre 2018, il percolato è stato prelevato dal Comune di Chivasso, con fondi propri non essendo disponibile la fidejussione, dimostrando che con i corretti emungimenti se ne riduce notevolmente il battente; cessato l’intervento del Comune la media dei livelli del battente di percolato è ritornata a valori alti.

Nel corso dell’incontro è stata evidenziata anche la necessità di provvedere al più presto all’allacciamento dei serbatoi di raccolta del percolato con la fognatura comunale attraverso un “percolatodotto” da realizzare sia all’interno che all’esterno della discarica. Regione, Città Metropolitana e Comune hanno evidenziato che sono da tempo stati presi contatti con Smat per l’allacciamento e per la realizzazione della condotta, al fine di creare economie nello smaltimento del percolato.
La Smc ha rilevato che i costi di allacciamento sono previsti nel Piano Concordatario e che la società SMC si farà carico della realizzazione della condotta interna e dell’allaccio delle vasche 1, 2 e 3, mentre Iren si occuperà della Chivasso “0”.

Tutte le parti hanno concordato di sollecitare la Smat spa al completamento dei collegamenti fognari in corso, per consentire l’allacciamento; i lavori sono al momento rallentati dalla mancata autorizzazione di RFI per il passaggio della condotta sotto la linea Chivasso – Aosta e perciò sarà cura di ciascuno degli Enti presenti sollecitare Rfi per il rilascio dell’autorizzazione a Smat. Inoltre, Smat ha riferito che presso il Tribunale sono depositate le somme ricavate dalla vendita delle quote di Seta utilizzabili per l’ambiente, e quindi per la discarica, e che i propri legali da tempo ne hanno richiesto lo svincolo, una richiesta che, fino ad ora, è rimasta senza esito.

“Occorre comunque individuare un piano gestionale con la collaborazione di tutte le parti – ha precisato il sindaco Claudio Castello – per non fare sì che il Comune di Chivasso rimanga da solo a gestire una discarica presente sul proprio territorio con tutti i danni che ne potrebbero derivare sia per l’ambiente, sia per la salute e per la sicurezza dei cittadini”.
Vista l’importanza della questione e la necessità di trovare soluzioni operative con urgenza, il Vice Prefetto ha riconvocato tutte le parti in Prefettura per il 6 marzo.

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