Delitto di San Giorgio: si è costituito l’assassino di Laurent Radici. E’ il fidanzato della figlia

San Giorgio Canavese

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18/01/2019

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Giuseppe Laforè, sinti di 24 anni, residente a Romano ha sparato il colpo di pistola che ha ucciso l'uomo. Nella serata di giovedì si è presentato in caserma dai carabinieri accompagnato dall'avvocato

E’ il fidanzato 24enne della figlia l’assassino dei Laurent Radici, il 44enne sinti residente a San Giorgio Canavese ucciso da un colpo di pistola che lo ha raggiunto in viso. Giuseppe Laforè, 24 anni, nella serata di ieri, giovedì 17 gennaio, si è costituito, accompagnato dal suo avvocato Pierfranco Bertolino, ai carabinieri della stazione Oltredora di Torino. Laurent Radici è morto nei giorni scorsi per le gravi ferite riportate al viso. Agli uomini dell’Arma l’assassino ha confessato di aver sparato perché, a suo dire, Laurent Radici ostacolava il suo rapporto con la figlia. Una relazione sentimentale durata due anni e che si sarebbe interrotta due mesi fa. Giuseppe Laforè risiede a Romano Canavese.

Il dissidio tra i due uomini era divenuto, col tempo, insanabile ed è culminato nella sparatoria che ha avuto luogo nel pomeriggio di giovedì 10 gennaio. Laurent Radici era stato colpito con un colpo di pistola al viso mentre si trovava nel cortile della sua casa. Dopo aver sparato alcuni colpi di pistola Laforè era fuggito a bordo della sua Giulietta di color bianco.

All’interrogatorio hanno presenziato l’avvocato difensore Pierfranco Bertolino, il procuratore capo d’Ivrea, Giuseppe Ferrando, il pubblico ministero di Torino Fabiola D’Errico e il sostituto procuratore di Ivrea, Daniele Iavarone.

Le forze dell’ordine erano ormai sulle sue tracce. L’uomo durante la settimana è stato aiutato, stando a quanto ha raccontato a inquirenti e investigatori, sarebbe stato aiutato nella fuga da alcuni amici e parenti.

Le forze dell’ordine erano comunque sulle sue tracce grazie al lavoro investigativo condotto dagli agenti del commissariato di Ivrea e alle immagini acquisite dai carabinieri e registrate da sistemi di sorveglianza situati a Scarmagno, Romano Canavese a Ivrea e che hanno consentito di ricostruire i minuti successivi alla sparatoria.

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