Delitto Rosboch: la procura di Ivrea ha chiesto in aula 16 anni di carcere per Caterina Abbattista

22/05/2018

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Nella requisitoria di tre ore il procuratore capo Giuseppe Ferrando ha ripercorso passo passo tutta l'agghiacciante vicenda culminata nell'omicidio dell'ex professoressa

Sedici anni di carcere: è la pena richiesta dal procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando al termine dell’udienza svoltasi nella mattinata di oggi martedì 22 maggio in tribunale a Ivrea, nel corso della quale è stata interrogata Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi, il giovane condannato con il rito abbreviato a 30 anni per l’omicidio dell’ex professoressa di sostegno di Castellamonte Gloria Rosboch. La procura eporediese rimane ferma nella sua convinzione: l’operatrice socio sanitaria avrebbe istigato il figlio Gabriele che ha, in seguito, strangolato la donna.

E’ stata una dura requiioria quella compiuta davanti alla Corte d’Assise di Ivrea dal peocuratore capo Giuseppe Ferrando: una lunga e dettagliata disanima della vicenda ricostruita nei dettagli dagli inquirenti. L’imputata continua a sostenere la sua totale estraneità in merito ai fatti e al ruolo che le sono contestati dalla pubblica accusa.

Martedì 29 maggio toccherà A Tommaso Levi e  Gianpaolo Zancan, gli avvocati che difendono la donna. La sentenza dovrebbe essere pronunciata entro il prossimo martedì 19 giugno. L’ex professoressa Gloria Rosboch aveva consegnato a Gabriele Defilippi 187mila euro con la convinzione di potersi rifare una vita in costa azzurro insieme al giovanissimo e ammaliante ex allievo. Denaro che non è ancora stato ritrovato.

E sarebbe stata la truffa a decretarne la morte. Per quel reato la procura ha chiesto la condanna di Caterina Abbattista a un anno di reclusione che va ad aggiungersi ai 15 anni richiesti per l’ipotizzato concorso in omicidio.

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