Delitto Rosboch, il tribunale del riesame ha deciso: Caterina Abbatista deve rimanere in carcere

Ivrea

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14/07/2016

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Determinanti il parere contrario del procuratore capo Ferrando, i tabulati telefonici e le testimonianze del figlio minore, di una collega e dell'ultima fidanzata di Gabriele Defilippi

Per il giudice del Tribunale della libertà di Torino Caterina Abbatista, madre di Gabriele Defilippi, accusato con l’ex amico e amante Roberto Obert, di aver barbaramente ucciso Gloria Rosboch, 49 anni, insegnante di sostegno alla scuola media “Cresto” di Castellamonte, deve rimanere in carcere. Il magistrato ha respinto l’istanza di scarcerazione avanzata dai legali della donna, Erica Gilardino e Matteo Grognardi: niente libertà quindi e neanche gli arresti domiciliari che la difesa aveva chiesto come misura alternativa.

Nella mattinata di giovedì 14 luglio, il giudice ha depositato le 46 pagine contenenti le motivazioni. Stando a quanto si è appreso, sarebbero state decisive le testimonianze rese dal fratellino di Gabriele (che Caterina Abbatista ha avuto in seconde nozze), di Sophia Sabouh, ultima fidanzata di Gabriele Defilippi e di una collega infermiera. Il tribunale ha tenuto evidentemente conto del parere contrario alla scarcerazione espressa dal procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando.

Caterina Abbatista, 45 anni, ex operatrice socio-sanitaria in servizio al reparto di Pediatria dell’ospedale di Ivrea, rimarrà dunque in carcere. Nella stessa cella nella quale si trova dallo scorso 19 febbraio. Ad incastrala è anche il fatto che il giorno del delitto, avvenuto lo scorso mercoledì 13 gennaio, il suo telefono cellulare era stato agganciato dalla cella di Montalenghe, ossia in un luogo distante oltre 15 chilometri da Ivrea, dove la donna ha sempre sostenuto di trovarsi.

Caterina Abbatista si è sempre dichiarata innocente e ha sempre sostenuto di non conoscere le intenzioni del figlio e di Roberto Obert.

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