Delitto Rosboch: il destino di Caterina Abbatista è legato alle perizie sulle celle telefoniche

Ivrea

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24/06/2016

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Il perito della difesa sostiene che il segnale potrebbe essere rimbalzato da una cella all'altra e che la donna potrebbe aver detto la verità sulla sua estraneità al delitto

Tutto si gioca sulle celle telefoniche che agganciano il segnale emesso dai telefoni cellulari. Il destino di Caterina Abbatista, madre di Gabriele Defilippi, il 21enne che insieme all’ex amico e amante di Forno Roberto Obert, 54 anni, ha assassinato a sangue freddo Gloria Rosboch, l’insegnante di sostegno di Castellamonte, è strettamente legato all’approfondito esame dei tabulati telefonici che gli uomini del Ros dei carabinieri stanno effettuando. Secondo i tabulati il giorno del delitto lo smartphone di Caterina Abbatista, operatrice socio-sanitaria presso il reparto di Pediatria dell’ospedale di Ivrea, sarebbe stato agganciato dalla cella telefonica di Montalenghe, che dista oltre una decina di chilometri da Ivrea. Se la circostanza verrà confermata, la posizione giudiziaria della donna (che è attualmente in carcere a Torino) potrebbe ulteriormente aggravarsi. Se invece, e su questo puntano i legali di Caterina Abbatista Erica Gilardino e Matteo Grognardi, si sono verificati “contatti” nei giorni precedenti di quel maledetto 13 gennaio, si potrebbe dimostrare che l’impulso telefonico può rimbalzare da una cella all’altra come sostiene il perito della difesa.

Il Tribunale del Riesame si esprimerà il prossimo 4 luglio sulla richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa. Se fosse vera la seconda ipotesi, la donna potrebbe aver detto la verità e cioè che mentre si consumava il delitto, lei era in servizio in reparto come ha sempre sostenuto fin dal giorno del suo arresto. Gli avvocati, d’altro canto, sottolineano come la loro assistita sia stata scagionata sia dal figlio che da Roberto Obert e che ha trascorso oltre quattro mesi in cella senza che ci fosse a suo carico “una prova vera”. Matteo Grognardi ed Erica Gilardino non hanno dubbi: la loro cliente è innocente e merita la scarcerazione. Pier Franco Bertolino, avvocato di Gabriele Defilippi ha affermato che nel recente incontro che il giovane ha chiesto e ottenuto con il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando, ha ammesso che merita l’ergastolo per quello che ha fatto, di cui solo ora è pienamente consapevole di quello che ha fatto e ha sempre sostenuto l’innocenza della madre.

Il procuratore Ferrando assumerà una decisione sulla posizione di Caterina Abbatista soltanto nel momento in cui avrà in mano le perizie definitive sui tabulati telefonici e i risultati delle indagini compiute sui conti correnti esteri di Roberto Obert, sui quali potrebbero essere transitati parte dei 187 mila euro che Gloria Rosboch affidò a Gabriele Defilippi per investirli e per i quali sarebbe stata barbaramente uccisa.

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