Cuorgnè: in tribunale la ginecologa dell’Asl accusata di truffa aggravata e peculato

Cuorgnè

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18/03/2017

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La pubblica accusa sostiene che la professionista esercitasse attività privata al di fuori degli orari previsti dal contratto stipulato con l'azienda

Avrebbe incassato oltre 90 mila euro senza esserne autorizzata, Cristina S. la ginecologa in servizio all’Asl To4 di Cuorgnè accusata di truffa aggravata ai danni dello Stato. E non basta: il medico deve anche rispondere dell’accusa di peculato dato che avrebbe utilizzato per prescrivere farmaci ai pazienti visitati nel corso dell’attività privata, i bollettari dell’Asl. L’imputata è comparsa nella mattinata di venerdì 17 marzo in tribunale a Ivrea assistita da propri legali al chiesto al giudice di poter accedere al rito abbreviato che prevede uno sconto di pena.

Le indagini relative all’inchiesta penale sono state eseguite dagli agenti del Gruppo della Guardia di Finanza di Ivrea. G’investigatori avrebbero accertato che la dottoressa esercitava l’attività privata al di fuori degli orari previsti dal contratto stipulato con l’azienda sanitaria e percependo in questo modo denaro che non le spettava e che doveva finire nella casse dell’azienda sanitaria. L’attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle ha anche messo in evidenza come la ginecologa ricevesse i pazienti in uno studio privato (totalmente sconosciuto al fisco) del quale è proprietaria la donna e che non rientra nelle clausole del contratto aziendale, dove la professionista effettuava visite mediche intascando la quota destinata dall’Asl, causando in questo modo un grave danno economico all’azienda pubblica.

Gli agenti hanno interrogato decine di pazienti dopo aver compiuto numerosissimi appostamenti e pedinamenti. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 11 maggio. La ginecologa è stata segnala alla Corte dei Conti di Torino per quantificare il danno erariale. L’Asl To4 si è costituita parte civile nel processo penale.

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