Cuorgnè: paziente morì d’infarto. Medico condannato a 5 mesi per omicidio colposo

Cuorgnè

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01/10/2016

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La perizia medico legale disposta dalla procura accertò che se gli accertamenti clinici fossero stati più approfonditi, il paziente si sarebbe potuto salvare

E’ stato condannato per omicidio colposo a cinque mesi di reclusione dal giudice monocratico del Tribunale di Ivrea, il medico Roberto Scala, 53 anni, (difeso dall’avvocato Giuliano Arimondo), ritenuto responsabile della morte di Paolo Monteu Saulat, 41 anni, residente a Pont Canavese. Il paziente era deceduto in seguito ad un infarto lo scorso primo settembre del 2011 quando l’uomo, cuoco di professione, si presentò per la prima volta al pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè. In quell’occasione raccontò al medico che l’aveva visitato di accusare dei forti dolori al torace.

Dopo essere stato sottoposto agli esami di routine venne dimesso con la diagnosi di ipertensione. Dieci giorni dopo, il 31 agosto, Paolo Monteu Sala, fece ritorno in pronto soccorso a Cuorgnè lamentando il medesimo disturbo della volta precedente. Vennero eseguiti gli esami e poi dimesso. Dopo ventiquattrore l’uomo venne colpito da un infarto e morì. La vicenda finì in procura a Ivrea che accusò il medico Roberto Scala di omicidio colposo.

Nella perizia disposta dal magistrato inquirente il medico legale Roberto Testi aveva concluso che i sintomi erano inequivocabili: quei forti dolori al torace costituivano l’avvisaglia di un infarto imminente. In sostanza se si fosse effettuata un’indagine clinica più approfondita, la vittima avrebbe potuto essere salvata. Da qui la condanna a cinque mesi.

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