Cuorgnè: otto ore prima di essere visitati. Ancora accese proteste dei pazienti in pronto soccorso

Cuorgnè

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05/03/2017

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Immediato l'interessamento del sindaco Beppe Pezzetto: "Le emergenze non sono facili da gestire ma l'eccezione non può diventare la regola"

E’ di nuovo protesta per le lunghe attese dei pazienti al pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè. A distanza di neanche un mese dal precedente episodio che aveva costretto il personale sanitario a richiedere l’intervento dei carabinieri, nella giornata di sabato la protesta è nuovamente scoppiata virulenta. La causa? Attese di 7-8 ore per essere visitati. D’altro canto con un solo medico in servizio sono bastati alcune emergenze per mandare in tilt il servizio di accettazione e di emergenza.

Una situazione che sta diventando insostenibile sia per i pazienti per per gli operatori sanitari, costretti a fare fronte a un numero sempre maggiore dei emergenza e una cronica carenza di personale, con conseguente aggravio dei carichi di lavoro. Il problema è stato sottoposto al sindaco di Cuorgnè Beppe Pezzetto che, al tema della sanità territoriale, ha sempre prestato una grande attenzione. “Ho immediatamente contattato il Direttore Generale dell’Asl To4 che incontrerò a breve. I picchi di accesso sono ovviamente di difficile gestione, ma le eccezioni non possono diventare la regola – afferma il primo cittadino -. Il personale si sta adoperando al massimo. Abbiamo bisogno di tempi certi sull’apertura del nuovo pronto soccorso, che sicuramente migliorerà la situazione ma potrebbe non bastare. Su questo chiederò all’Asl di predisporre soluzioni adeguate e continuative”.

In seguito alle vibranti e in qualche caso aggressive proteste scoppiate un mese fa i Nas dei carabinieri avevano effettuato un sopralluogo in tutti i presidi ospedalieri dell’Asl To4 senza rilevare anomalie dal punto di vista sanitario. La vera anomalia è la cronica carenza di personale. Se l’Azienda Sanitaria  ritiene normale che sia presente un solo medico e qualche infermiere per fare fronte alle emergenze, in particolar modo nei fine settimana, la situazione rischia letteralmente di esplodere, indipendentemente dalla ristrutturazione del pronto soccorso.

E su questo punto i vertici dell’Asl non potranno che affrontare il problema con il dovuto senso di responsabilità nei confronti dei cittadini contribuenti.

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