Cuorgnè: in manette la banda italo-albanese specializzata nei furti in appartamento

Cuorgnè

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17/12/2015

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Due albanesi e un italiano sono ritenuti responsabili di due furti, ma si sospetta possano essere gli autori di una ventina di "colpi"

Della banda, specializzata in furti in villa, facevano parte professionisti del crimine che ufficialmente svolgevano l’attività di muratori. Da tempo (dal mese di maggio 2015) i carabinieri della stazione di Cuorgnè erano sulle tracce dell’organizzazione italo-albanese e questa mattina sono entrati in azione e hanno fatto scattare le manette, in esecuzione di un ordine di misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Ivrea, ai polsi di Matteo Cedola, 49 anni residente a Cuorgnè, Roland Kola, 31 anni anch’egli di Cuorgnè ed Enrico Gaeta, 24 anni di Rivarolo Canavese.

Prima di compiere i furti i tre, grazie al loro lavoro o per informazioni ricevute da persone collegate alla banda, studiavano accuratamente l’obiettivo e, quando era possibile, effettuavano sopraluoghi attenti a non lasciare tracce e usando i guanti per evitare di imprimere le proprie impronte digitali. Le indagini, durate diversi mesi, coordinate direttamente dalla procura di Ivrea, hanno consentito di accertare che il gruppo di ladri entrava in azione a notte fonda eliminava i pannelli delle porte o i vetri delle finestre e penetrava negli alloggi presi di mira e asportava preziosi e denaro contante. Nello specifico i militari dell’Arma avrebbero accertato che Roland Kola, Matteo Cedola ed Enrico Gaeta abbiano compiuto almeno due furti in altrettante abitazioni, avvenute il 22 e 24 maggio in frazione Salto di Cuorgnè. I ladri avevano accumulato un ingente bottino costituito da orologi di marca, gioielli, monili in oro, bigiotteria e telefoni cellulari di marca per un valore complessivo di 10mila euro.

In un secondo tempo i malviventi rivendevano la merce rubata ai negozi “Compro Oro” che sorgono in tutto il territorio. I tre, per fare in modo che le conversazioni telefoniche venissero intercettate dagli inquirenti usavano un sofisticato linguaggio numerico criptato e usavano sim telefoniche intestate a persone inesistenti o a soggetti che potessero essere loro accomunati. La banda, sgominata dai carabinieri al momento è accusata dell’esecuzione di due furti ma si ipotizza che possa essere autrice di almeno venti furti compiuti con cadenza bisettimanale in tutto il territorio cuorgnatese.

Il sindaco Beppe Pezzetto sul suo profilo Facebook elogia l’operato dell’Arma: “ Un grazie ai ragazzi della Stazione dei Carabinieri di Cuorgnè e al Comandante Usai, il meticoloso lavoro fatto in questi mesi sta dando i suoi frutti ! Complimenti! P.s. Nn arrivavano da fuori, vivevano tra noi! Il mio ringraziamento oltre ai ragazzi della Caserma di Cuorgnè, va a quei cittadini che in questi mesi anche solo con piccoli dettagli, hanno collaborato per la riuscita dell’operazione: sono orgoglioso di questo spirito di collaborazione che spero prosegua. Io ci sono”.

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