Crack Asa, i comuni decidono per il ricorso. Ancora in piedi la trattativa con Ambrosini

Castellamonte

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05/02/2017

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Si spera ancora in una soluzione positiva dell'ultimo minuto ma le speranze si fanno sempre più flebili

Costretti a fare ricorso per impugnare il Lodo Asa che li condanna a pagare 67 milioni di euro per il crack dell’ex Consorzio Asa di Castellamonte: sono i tredici comuni dell’ex Aiax, Rivarolo Canavese in testa, che si sono affidati allo studio dell’avvocato Stefano Cresto per dare inizio alla procedura prima che i termini del ricorso scadano. All’appello mancano il comune di Feletto (che ha incaricato un altro legale per l’impugnazione del Lodo) e i comuni che fanno parte delle tre ex Comunità montane, amministrate da un unico commissario: Patrizia Quattrone, che a giorni renderà note le proprie decisioni.

La trattativa con Stefano Ambrosini, commissario liquidator dell’ex società consortile rimane, al momento, ancora in piedi: a suo tempo si era trovato un accordo transattivo di 9 milioni di euro al posto dei 67, per chiudere definitivamente la partita. Ma perché i comuni hanno deciso di ricorrere all’impugnazione quando si era ritenuto che potesse essere l’ultima soluzione da percorrere? Per il voltafaccia della Regione Piemonte e, nella fattispecie, dell’assessore al Bilancio e vicepresidente della Regione Aldo Reschigna, che si era impegnato affinché nella legge finanziaria da poco approvata dal Parlamento, venisse inserito l’emendamento che avrebbe consentito a quei comuni che non avevano accantonato fondi per pagare quanto dovuto all’ex Asa, di poter ricorrere ai prestiti rateizzabili della Cassa Depositi e Prestiti.

Il resto è storia recente. Il Comune di Rivarolo, dal canto suo, ha da tempo accantonato quasi due milioni di euro, ovvero la cifra bastante a chiudere il contenzioso. Ma nonostante il quadro non sia del tutto positivo, si spera, al di là del ricorso, obbligatorio, di poter trovare una soluzione che sia il meno traumatica possibile. Rimane l’amaro in bocca per i nuovi amministratori per aver ereditato una situazione finanziaria disastrosa causata dai loro predecessori.

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