Crack Asa, ai comuni non rimane altra strada che impugnare il Lodo. In ballo ci sono 67 milioni di euro

Rivarolo Canavese

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21/01/2017

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Quella del ricorso è una strada impervia che non offre nessuna garanzia di vittoria. Una "gatta da pelare" che punisce amministratori che non c'entrano nulla e i contribuenti che c'entrano ancora meno

E’ ormai ufficiale: considerato il fatto che lo Stato non abbia (come era stato richiesto e promesso) emendato una norma che consentisse i comuni di allentare i vincoli del patto di stabilità, per gli enti locali di pianura che facevano parte dell’ex Aias (appartenenti all’ex consorzio Asa) e che non tutti u comuni sono in grado di pagare la propria quota in relazione alla transazione concordata con il commissario straordinario Stefano Ambrosini che ammonta a 9 milioni di euro, si impegnerà il Lodo Asa che condanna i comuni a pagare la “mostruosa” cifra di 67 milioni di euro.

Nella serata di venerdì 20 gennaio, nella sala consigliare del Comune di Rivarolo, i 46 sindaci interessati hanno convenuto che non esiste, allo stato attuale delle cose, altra soluzione che effettuare il ricorso e chiedere la sospensiva in tempi brevi perchè entro la fine del prossimo mese di febbraio scadono i termini per l’impugnazione. L’inaspettato dietrofront della Regione Piemonte ( il vicepresidente Aldo Reschigna si era impegnato a chiedere e ottenere l’emendamento) ha “inguaiato” di comuni: diversi di essi avevano diligentemente e previdentemente accantonato i fondi necessari per pagare la quota concordata con il commissario straordinario dell’Asa ma, pur avendo la possibilità di pagare, i vincoli del patto non lo consentono se non a prezzo di tagliare i servizi alla collettività e bloccare ogni tipo di investimento.

Il portavoce della Zona Omogenea del Canavese Occidentale, Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo non fa mistero di tutta la sua amarezza che è anche quella dei suoi colleghi amministratori: ” I tempi sono stretti (i termini scadono a fine febbraio) pertanto, entro pochi giorni prenderemo la decisione definitiva, sentiti segretari, giunta e consulenti vari. È’ diverso il discorso per i comuni delle tre ex comunità montane. Per loro deciderà il commissario regionale che sarà ufficialmente nominato lunedì. La vicenda ha del paradosso. Il Lodo condanna i comuni, i cui amministratori attuali non hanno nessuna responsabilità, su quanto accaduto anni fa nella gestione di ASA, a pagare cifre ‘mostruose’. C’è da dire che se il ricorso dovesse essere respinto i Comuni saranno costretti (non si come) a pagare i 67 milioni di euro stabiliti, un anno fa, dal collegio arbitrale che si era espresso sulla vicenda.

Dov'è successo?

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