“Costretti a rattoppare le vecchie divise”: l’Osapp denuncia la carenza di uniformi a Ivrea

Ivrea

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05/01/2017

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Da dieci anni non arrivano le forniture. Il sindacato autonomo denuncia una situazione che non ha precedenti

Una delle tante vergogne italiane. E tanto più vergognosa perché riguarda gli agenti di polizia penitenziaria che costituiscono una delle forze di polizia dello Stato, incaricata di svolgere il servizio presso carceri e penitenziari italiani: da anni le divise e egli anfibi degli agenti: giacconi scarponcini, denuncia l’Osapp, il sindacato che tutela e rappresenta gli agenti della polizia penitenziaria, sono logori, pieni di buchi che gli agenti si premurano di rattoppare.

Il problema è comune a tutte le carceri piemontesi ed è più che reale come testimoniano le immagini fotografiche che pubblichiamo e ogni altro commento sarebbe inutile. “Le situazioni più gravi sono a Torino, Ivrea, Saluzzo e Asti – scrive il sindacato in un comunicato -. Gli agenti usano le vecchie divise logore rattoppate perché mancano le uniformi multi stagionali e gli anfibi”.

A giudizio dell’organizzazione sindacale gli agenti in servizio al “Lorusso Cotugno” di Torino attendono di ricevere le camicie estive da dieci anni. “Le divise invernale sono consumate e gli agenti hanno freddo – dichiarano i vertici dell’Osapp -. Ne va della salute del personale.  Agli agenti vengono prese le misure per le nuove divise ma nessuno consegna le nuove forniture”. Una situazione che, più che paradossale, sa di beffa. E non è tutto: le proteste riguardano anche lo stato della strada di accesso al carcere torinese, piena di pericolose buche e il cattivo odore che si leva, da qualche tempo, dai sotterranei del carcere.

L’Osapp, nel sottolineare che l’odore disgustoso rene difficili le condizioni di lavoro, chiede che ne venga appurata l’origine e che venga verificato che i cattivi odori non nuocciano alla salute degli agenti in servizio.

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