Colleretto, il “buco” nel bilancio della Comunità Montana Valle Sacra era una “bufala”

Colleretto Giacosa

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03/11/2015

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Il commissario straordinario Monica Vacha sottolinea che non vi è stata nessuna gestione allegra o oscura

Un “buco” di oltre tre milioni di euro nel bilancio della Comunità Valle Sacra, Valchiusella e Dora Baltea? Comuni a rischio default? Niente di tutto questo. Quello lanciato un mese fa da alcuni sindaci dei comuni che fanno parte dell’ente in liquidazione, è un falso allarme. A chiarirlo è la commercialista Monica Vacha, il commissario designato a gestire la procedura di liquidazione dell’ex Valle Montana. E nella riunione che ha avuto luogo lo scorso 2 ottobre, precisa il commissario straordinario, non è stata presentata a nessuna amministrazione, che faccia parte o meno della Comunità Montana, alcuna ripartizione dei costi per coprire un “buco” finanziario.

“Tengo a chiarire che l’ente che rappresento non versa in nessuna situazione di dissesto finanziario – spiega Monica Vacha – e tanto meno vi è la presenza di un buco di oltre tre milioni di euro”. L’allarme rientra e fa fede quanto è stato illustrato nel corso della riunione convocata il 15 ottobre dalla Regione Piemonte per fare il punto della situazione sull’avanzamento del piano di liquidazione dell’ente amministrativo. Nella sostanza un’attenta analisi ha consentito di rilevare che alcuni comuni hanno versato le somme dovute per la gestione dei servizi di trasporto e refezione scolastica che la Comunità Montana ha gestito come prevede la convenzione, in nome e per conto dei 25 comuni che avevano aderito alla Comunità Montana. Ma non tutti però hanno pagato le quote concordate e sono conseguentemente divenuti debitori nei confronti dell’ente che, comunque, il servizio l’ha erogato. I soldi sono stati chiesti ai comuni morosi che dovranno provvedere in tempo utile.

Ancora precisazioni: i finanziamenti stanzianti dall’Ato3 non sarebbero stati utilizzati, come erroneamente affermato da alcuni amministratori, per pagare stipendi e servizi, ma sono stati usati per gli scopi previsti dalla normativa vigente. E’ altresì evidente che la decisione sull’arbitrato relativa alla gestione del consorzio Asa, influenzerà sicuramente l’assetto degli enti locali che seguirà all’estinzione della comunità Montana. In conclusione il commissario Monica Vacha sgombera il campo da ogni dubbio e illazione: “Nessuna gestione allegra o oscura. Tutto è documentato – spiega – e io e il personale amministrativo siamo a disposizione di quanto volessero avere spiegazioni e chiarimenti”. Se le cose stanno così, chi aveva allora interesse a sollevare il polverone politico?

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