Chivasso: stop del Consiglio all’ampliamento della discarica e al progetto Wastend

Chivasso

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01/08/2017

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Sulla cessazione dell'attività dell'impianto, tutte le forze politiche hanno trovato un'intesa per impedire che il territorio sia ulteriormente penalizzato

Il mega impianto per la produzione di rifiuti a Chivasso non si farà. Lo ha deciso il Consiglio comunale chivassese nella prima convocazione dopo le elezioni amministrative dopo aver approvato un ordine del giorno unitario. A giudizio di molti la realizzazione del progetto era legato alla richiesta di ampliamento della discarica, un’idea che da anni fa accapponare la pelle non solo chi risiede, suo malgrado, in regione Pozzo a ridosso della seconda discarica più grande del Piemonte, ma tanti cittadini che vedono nell’impianto un potenziale pericolo per la salute pubblica.

Nell’ordine del giorno che è stato recapitato anche alla Città Metropolitana(dove siede il vicesindaco chivassese del M5S Marco Marocco) si chiede anche la rapida cessazione delle attività di stoccaggio nel sito. L’attività della nuova amministrazione comunale chivassese guidata da Claudio Castello si caratterizza con la precedente di Libero Ciuffreda con una netta opposizione all’approvazione e realizzazione di un progetto che ha fatto discutere per anni.

Nel documento approvato all’unanimità dal consiglio comunale si chiede, inoltre che siano avviati tutti i provvedimenti legati alla messa in sicurezza delle vasche e la garanzia di adeguati investimenti finanziari sulle necessarie bonifiche. Il continuo sversamento di percolato costituisce un forte aspetto inquinante. Lo ha anche affermato l’Arpa regionale in una recente relazione.

Il sindaco Claudio Castello e l’assessore all’Ambiente Pasquale Centin hanno posto l’accento sulla forte riposta fornita da un territorio che sul fronte dell’ampliamento della discarica si è dimostrato unito. Un territorio che sul versante ambientale ha finora pagato un caro prezzo.

Dov'è successo?

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