Chivasso, paura per la ruggine che ha ricoperto la città. Il Comune: “Colpa della centrale elettrica”

Chivasso

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22/02/2017

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L'amministrazione ha immediamente allertato l'Arpa Regionale. La messa in attività del secondo gruppo di produzione, inattivo da tempo, potrebbe essere la causa del fenomeno

Ore di paura a Chivasso nella serata di lunedì 20 e di martedì 21 febbraio a causa di una sorta di pioggia rossastra simile a ruggine che ha ricoperto auto e balconi. L’amministrazione comunale chivassese in seguito alle numerose segnalazioni effettuate da cittadini preoccupati dalla “pioggia di polvere rossa” e dal consigliere comunale e vicesindaco della Città Metropolitana Marco Marocco del Movimento 5 Stelle (che ha postato sul suo profilo Facebook le immagini della sua auto ricoperta dallo strato di polvere), ha immediatamente allertato l’Arpa Piemonte. In un comunicato stampa il Comune ha attribuito la responsabilità del fenomeno alla rimessa in funzione, dopo lungo tempo di inattività, del secondo gruppo di produzione della centrale elettrica A2A Gencogas.

Sollecitata dall’amministrazione comunale, la società energetica ha inviato una nota ufficiale: “Su richiesta di Terna, gestore della rete di trasmissione nazionale, al fine di far fronte nel corso del 2017 a possibili necessità del sistema elettrico nazionale, dalla metà del mese scorso A2A Gencogas ha attuato tutte le operazioni, i controlli e le verifiche indispensabili per la riattivazione del Modulo 2 da 400 MW, che era stato posto in conservazione alla fine del 2013 a fronte del perdurare della crisi del settore. Nel corso delle prove eseguite per attestare il corretto funzionamento dell’impianto tutti i sistemi di controllo, nonché tutti gli apparati di misura delle emissioni al camino, non hanno registrato anomalie di alcun tipo”. Secondo la A2A la correlazione tra la riattivazione della linea e le emissioni di polvere è “da considerarsi possibile visto il lungo stato di fermo dell’impianto”.

La società A2A afferma, nella nota stampa, di avere anche già predisposto “il prelievo di campioni della polvere al fine di analizzarla e di accertarne la provenienza”. A giudizio dell’azienda, comunque, stando a una prima valutazione “tali residui ferrosi non paiono contenere composti pericolosi né per la salute umana né per l’ambiente. Solo all’esito delle analisi in corso, che avremo cura di comunicarvi prontamente, sarà possibile avere certezza circa l’origine di tale fenomeno. In ogni caso, non reputiamo che il fenomeno possa ripetersi durante le prove che andremo ad effettuare nei prossimi giorni. Se fosse accertata la correlazione tra le ricadute di polvere ferrosa e la riattivazione del Modulo 2, da considerarsi possibile visto il lungo stato di fermo dell’impianto, sarà nostra cura provvedere alla risoluzione di tutti gli eventuali connessi disagi”.

 

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