Chivasso, messaggio del sindaco Castello: “Abbiamo riaperto i mercati ma la prudenza è d’obbligo”

30/05/2020

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Dal 7 marzo ad oggi, sono 224 i morti di cui 52 i chivassesi. Il dato dei nostri concittadini deceduti in altre strutture ospedaliere fuori città al momento non è noto. Sono 68 i positivi al virus, di cui 40 a casa e 28 in ospedale. "L’accesso ai mercati ora è consentito anche ai non residenti. Ancora una volta, invito tutti a prestare la massima attenzione ed essere cauti. Le belle giornate ci spingono ad uscire di casa ma il virus è ancora tra noi per cui bisogna mantenere alta l’attenzione"

Pubblichiamo il messaggio che il sindaco di Chivasso Claudio Castello rivolge ai cittadini dove si fa il punto sull’attuale situazione in città della pandemia da Coronavirus e si parla delle iniziative assunte per fronteggiare l’emergenza: 

“Care chivassesi e cari chivassesi,
sono qui ancora una volta per aggiornarvi sulle attività dell’Amministrazione in questo momento eccezionale che sta vivendo la nostra comunità. Dal 7 marzo ad oggi, sono 224 i morti di cui 52 i chivassesi. Il dato dei nostri concittadini deceduti in altre strutture ospedaliere fuori città al momento non ci è noto. Sono 68 i positivi al virus, di cui 40 a casa e 28 in ospedale.

Finalmente la Regione Piemonte, lunedì 25 maggio, è riuscita a consegnarci tutte le 27.000 mascherine riutilizzabili assegnate al nostro Comune ed un gruppo di più di 80 volontari delle nostre associazioni, privati cittadini e consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, che ringrazio immensamente per la loro disponibilità, si sono messi all’opera per suddividere ed imbustare i dispositivi. Già a partire da questo fine settimana i volontari, muniti di pettorina rossa, guanti e mascherina, effettueranno la distribuzione nelle buche delle lettere, nelle diverse zone della città e nelle frazioni. In ogni busta, ci saranno infatti una mascherina riutilizzabile delle Regione Piemonte per ogni componente del nucleo familiare e ogni due componenti verrà aggiunta una delle mascherine che il nostro Comune ha ricevuto in dono dalla ditta chivassese Biogen e dalla città gemella di Przemyśl, in Polonia. Tralasciando le polemiche da bar social, è vero che molti Sindaci hanno deciso di intervenire con la distribuzione di mascherine già nella fase 1. Voglio però ribadire che nella fase uno le persone non dovevano uscire dalla propria abitazione se non per casi eccezionali e documentati. Non voglio per questo giudicare nessuno, tantomeno i miei colleghi Sindaci, ma noi abbiamo fatto una scelta diversa. Abbiamo deciso di destinare le poche mascherine reperibili sul mercato a chi in quel momento ne aveva assoluta necessità. Abbiamo fornito mascherine al personale di sportello dei servizi indispensabili e indifferibili, alla protezione civile e ai volontari che si occupavano dei servizi di supporto alla protezione civile. Abbiamo preferito indirizzare gli sforzi per destinare le nostre risorse alla fase successiva, quella cioè in cui i cittadini potevano ricominciare a circolare ed i presidi sanitari di protezione sarebbero stati utili e indispensabili. Quando parlo di destinare risorse, parlo di soldi dei cittadini, dei nostri soldi.

Voglio semplificare il concetto con un esempio: Chivasso ha 27mila abitanti, dando una mascherina usa e getta per ogni abitante, ipotizzando di acquistarle al prezzo di marzo scorso e cioè di circa 1 euro e 50 centesimi andiamo a spendere 40.500 euro. 40.500 di soldi pubblici per fornire ai cittadini una mascherina da usare una sola volta per 4 ore?
Lascio a voi le considerazioni. Come dicevo ci siamo concentrati sul reperimento di presidi sanitari, abbiamo valutato le iniziative messe in atto dagli enti superiori (Città Metropolitana e Regione) e abbiamo cercato sponsorizzazioni. Vorrei ricordare che nel mese di maggio, abbiamo già provveduto a distribuire 5.500 mascherine alle fasce “deboli”, agli ultra sessantacinquenni, alle donne incinta ed ai portatori di patologie mediche (tre a testa). Parallelamente, con l’erogazione del secondo buono spesa, abbiamo distribuito mascherine riutilizzabile, per ogni componente del nucleo familiare, alle famiglie che hanno richiesto il sostegno alimentare.

Voglio approfittare ancora un attimo della vostra attenzione per informarvi che, in accordo con i rappresentanti del commercio ambulante, dal 3 giugno prossimo la situazione dei mercati sarà riportata alla normalità anche per la parte extra alimentare. La decisione di riportare il mercato in via Torino non è stata una prova di forza tra fazioni contrapposte, come qualcuno ha cercato di presentarla ma scaturisce da una precisa convergenza che mette al primo posto il rispetto delle disposizioni di sicurezza e la stessa sicurezza di operatori e cittadini. L’accordo prevede che non vi siano più furgoni e automezzi vicino ai banchi, oltre le fasi di scarico e carico delle merci. Dovrà essere garantita una distanza di spazio libero retrostante il banco di almeno 1,5 metri. I banchi non potranno avere una profondità superiore ai 3 metri ed eventuali coperture (ombrelloni) potranno sporgere dal banco al massimo di 50 centimetri. Ogni 6 banchi sarà nominato un responsabile degli operatori con il compito di controllare che vengano rispettate le disposizioni di sicurezza. Anche il comune effettuerà controlli costanti.

L’accesso ai mercati ora è consentito anche ai non residenti. Ancora una volta, invito tutti a prestare la massima attenzione ed essere cauti. Le belle giornate ci spingono ad uscire di casa ma il virus è ancora tra noi per cui bisogna mantenere alta l’attenzione. Ricordo infine l’ultima decisione presa dalla Regione Piemonte per scongiurare un aumento dei contagi. Da oggi, venerdì 29 maggio, e fino a martedì 2 giugno, sarà obbligatorio indossare la mascherina anche nei luoghi pubblici dei centri abitati e nelle zone commerciali. Mia intenzione è emettere un ordinanza che prolunghi questo obbligo fino al 30 giugno. Chiedo a tutti di rispettare l’ordinanza per il bene di tutti noi”. 

 

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