Chivasso: crocifisso in ospedale. I radicali: “E’ inaccettabile”. La Lega: “Bene ha fatto l’Asl”

Chivasso

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06/06/2019

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L'associazione "Adelaide Aglietta": "Gli ospedali sono luoghi pubblici che dovrebbero rispettare la laicità delle istituzioni, a garanzia del credo, della fede e della sensibilità di ogni singolo". Il senatore Cesare Pianasso: "Mi sembra inconcepibile che nel 2019 in Italia si continui a fomentare una polemica come questa"

La polemica sui crocifissi che la direzione sanitaria dell’Asl T04 intende collocare nelle stanze di degenza dell’ospedale di Chivasso infuria e sta assumendo una dimensione nazionale. Sui social la notizia è divenuta una vera e propria valanga che sta suscitando uno scalpore inaspettato. Sul tema interviene anche l’associazione radicale “Adelaide Aglietta” che non fa mistero della sua preoccupazione e dello sconcerto causato dalla decisione assunta dai vertici dell’azienda sanitaria canavesana.

“È inaccettabile – hanno affermato questa mattina i coordinatori radicali Boni, De Grazia e Degiorgis – che in uno Stato di diritto laico, come dovrebbe essere il nostro, il principale problema dell’Asl sia quello di posizionare simboli religiosi cattolici all’interno delle camere di degenza. Gli ospedali sono luoghi pubblici. Luoghi che dovrebbero rispettare in prima persona la laicità delle istituzioni, a garanzia del credo, della fede e della sensibilità di ogni singola persona. L’Italia non è un Paese cattolico, e così come all’interno delle aule di tribunale stride terribilmente il confronto tra ‘la legge è uguale per tutti’ e il crocefisso alle spalle dei giudici, così un ospedale che accoglie pazienti cattolici, atei, musulmani, agnostici, buddisti, induisti e così via, dovrebbe accogliere al proprio interno simboli religiosi di ciascuna religione del Mondo, oppure, in modo più laico, meno discriminatorio e sicuramente più ragionevole, lasciare la religione alla sensibilità personale di ognuno, evitando di apporre simboli di questa natura alle pareti.

Questo purtroppo non è il primo campanello d’allarme che ci troviamo a ricevere con molta preoccupazione, ma del resto non potremmo aspettarci altro in un momento storico durante il quale un Ministro della Repubblica Italiana partecipa ai comizi con il rosario in mano, strumentalizzando la religione per scopi elettorali e tentando di demolire una delle colonne più importanti per una democrazia: il principio sovrano della laicità delle istituzioni”.

Di segno completamente opposto è il parere del senatore leghista Cesare Pianasso: “Il crocifisso rappresenta le nostre radici culturali cristiane, è un simbolo che va al di là della fede religiosa. Bene ha fatto l’Asl a rimetterlo nelle stanze del nosocomio chivassese. Francamente, mi sembra inconcepibile che nel 2019 in Italia si continui a fomentare una polemica sulla presenza del crocifisso in un luogo pubblico. Ma non mi stupisco: del resto, le critiche arrivano dai soliti ambienti di sinistra, la cui politica è chiaramente indirizzata allo smantellamento delle nostre tradizioni e della nostra cultura, contro tutto quello che rappresenta l’essere italiani.

La Lega ha detto basta a questa deriva, basta all’annullamento della nostra identità in favore di un non ben precisato multiculturalismo. La rivoluzione del buonsenso è anche questo: e gli italiani hanno dimostrato di apprezzare la nostra linea, vista la crescita incredibile di consensi a cui stiamo assistendo. Ringraziamo comunque gli esponenti della sinistra: ogni esternazione che fanno provoca un aumento di popolarità della Lega”.

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