Chivasso: il Cipe stanzia i fondi per i primi interventi di bonifica della mega discarica di regione Pozzo

Chivasso

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10/08/2018

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Per gli amministratori comunali l'asse strategico che si è creato, con Ministero, Regione e Città Metropolitana apre la possibilità di ricevere risorse comunitarie che potranno finanziare ulteriormente gli interventi

Lunedì 30 luglio è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la Deliberazione del Cipe n. 11 del 28 febbraio 2018, con la quale è stato approvato l’addendum al Piano Operativo Ambiente al cui interno risulta la disponibilità delle somme per gli interventi sulla discarica di Chivasso.

“E’ una notizia che ci dà una grandissima soddisfazione, un risultato voluto, cercato ed ostinatamente ottenuto”, hanno commentato il sindaco Claudio Castello e l’Assessore all’Ambiente, Pasquale Centin, che nel novembre scorso, a pochi mesi dal loro insediamento, si erano recati a Roma, al Ministero dell’Ambiente, per cercare sostegno nell’affrontare la critica situazione della discarica di regione Pozzo.

“Il dato politico estremamente positivo è quello di aver convinto Ministero e Regione a trovare le risorse per gli interventi sulla discarica (Vasche 1 e 2) – ha proseguito l’assessore Pasquale Centin -. E’ così terminata quella sorta di isolamento in cui si trovava ad operare l’Amministrazione comunale in relazione ad un problema così grande. La nuova dorsale strategica che si è venuta a creare, con Ministero, Regione e Città Metropolitana, ci fa ben sperare per il futuro e soprattutto perché apre la possibilità di aggredire risorse comunitarie che potranno essere ulteriormente messe a disposizione per gli interventi di bonifica della discarica.

Nel momento in cui il provvedimento verrà ufficializzato dal Ministero, verrà stilato un accordo di programma fra il Ministero stesso, Regione e Città Metropolitana per gli interventi da finanziare. Credo che questo risultato sia la risposta migliore a chi, quando abbiamo manifestato la nostra intenzione di coinvolgere tutti gli enti nella nostra battaglia per la messa in sicurezza del sito di Pogliani, ci ha praticamente sbeffeggiati, arrivando a parlare di ‘turismo politico’. Il nostro pensiero era quello che si potesse ripristinare il primato della politica e ci siamo riusciti”.

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