Chivasso: alberi dipinti davanti a sala operatoria e Rianimazione rendono l’ospedale più umano

22/12/2019

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Gli operatori sanitari della Rianimazione e della Sala Operatoria hanno realizzato pannelli decorativi, lavabili e riposizionabili. Il laboratorio ha rappresentato l’opportunità di produrre bellezza con il lavoro di gruppo

All’Ospedale di Chivasso, presso il corridoio d’ingresso alla Rianimazione e al Blocco Operatorio e presso la zona “passamalati” all’interno del Blocco Operatorio stesso, gli operatori hanno dato vita a un secondo progetto artistico, “Corridoio Alberato”, che segue il ritorno positivo della sperimentazione “Coloriamo l’attesa”, realizzata nell’autunno 2017 presso i locali del Pronto Soccorso.

“Corridoio Alberato è un progetto artistico – spiega il direttore generale dell’Asl T04 Lorenzo Ardissone, che ha creduto nel progetto e ne ha favorito la realizzazione – che nasce nell’ambito del processo di umanizzazione degli ospedali con l’intento di realizzare luoghi di forte identità, che garantiscano non solo la funzionalità del servizio per la cura della salute, ma anche il benessere psico-fisico della persona assistita. Nella consapevolezza che il colore è un linguaggio di comunicazione non verbale che agisce sulla percezione emotiva e sull’umore, influenzando la relazione della persona assistita con l’ambiente e con gli interlocutori”.

La scelta del luogo in cui realizzare il progetto è legata alla tipologia di persone che lo frequentano: pazienti in attesa di intervento chirurgico, familiari in attesa di visita ai propri cari in Rianimazione e operatori sanitari. Si tratta di spazi particolarmente delicati in cui la paura e la speranza creano un concentrato di emotività meritevole di grande attenzione. E il colore rappresenta la possibilità di dimostrare attenzione.

Sono stati realizzati pannelli decorativi, lavabili e riposizionabili, dipinti da operatori sanitari della Rianimazione e della Sala Operatoria, che sono stati guidati in questo “viaggio” tecnico ed emozionale dalla dottoressa Mirella Fontana.

Il lavoro è stato corale e il fine comune di prendersi cura del proprio contesto di lavoro ha arricchito l’armonia del gruppo rafforzando inevitabilmente il senso di appartenenza. Come avviene per la costruzione di un puzzle, ogni operatore ha contribuito alla realizzazione di una “parte” che ha composto un “insieme”. In sintesi, il laboratorio ha rappresentato l’opportunità di produrre bellezza con l’estetica dei dipinti e bellezza del lavoro di gruppo.

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