Ceresole Reale: assolto l’ex segretario comunale Battaglia. Non pronunciò minacce mafiose

Ceresole Reale

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17/05/2016

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Era stato un imprenditore attivo nel territorio comunale a denunciare il dirigente. Assolta anche il vicesindaco Tiziana Uggetti

L’accusa non era di poco conto: minacce aggravate dal metodo mafioso. Un’accusa dalla quale l’ex segretario comunale di Ceresole Reale Antonino Battaglia (difeso dall’avvocato rivarolese Franco Papotti), è stato assolto dal tribunale di Ivrea. Assolta anche Tiziana Uggetti, ex vicesindaco del comune montano, coimputata con Battaglia. Il giudice, ascoltate le parti, ha pronunciato la sentenza: il fatto non sussiste. L’impianto accusatorio del pubblico ministero Monica Abbatecola non ha sortito l’effetto sperato dalla procura. Il fatto: il 20 maggio del 2010 l’allora segretario comunale avrebbe pronunciato, secondo l’accusa, una frase all’indirizzo di un imprenditore che si era recato in municipio per formulare alcune richieste legate ai danni provocati alla sua azienda alla valanga del 2008. In quell’occasione Battaglia avrebbe detto all’imprenditore edile in questione che “…In Calabria queste cose si sarebbero risolte in un altro modo”. Nello stesso contesto la Uggetti avrebbe aggiunto: “Forse questo è il modo migliore”.

Quindici giorni or sono Antonio Battaglia aveva spiegato il senso di quella frase a lui attribuita: “Con quella frase volevo dire che in Calabria avremmo risolto tutto al bar davanti a un buon bicchiere di vino”. E la frase pronunciata dall’ex vicensindaco intendeva rafforzare questa interpretazione. Un’interpretazione che convinto il giudice. E’ da evidenziare il fatto che la scorsa settimana la Corte di Cassazione, nell’ambito del “processo Minotauro”, ha derubricato l’accusa del voto di scambio (per il quale il dirigente era stato condannato nei primi due gradi di giudizio a tre anni di reclusione) a reato elettorale. Una decisione che costringerà la Corte d’Appello di Torino a rideterminare la pena nei confronti di Antonio Battaglia, allora segretario generale di Rivarolo Canavese, comune guidato dal sindaco Fabrizio Bertot, sciolto nel 2011 per infiltrazioni mafiose.

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