Cede il soffitto dell’emodinamica a Ivrea: il Pd spinge per il nuovo ospedale canavesano

Ivrea

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18/04/2019

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Dopo trent'anni di dibattiti e proposte inconcludenti a causa del campanilismo dei sindaci, torna d'estrema attualità la costruzione di un nuovo presidio sanitario canavesano

Dopo il cedimento della controsoffitattura del reparto di emodinamica a causa di un’infiltrazione d’acqua, si torna a parlare del nuovo ospedale del Canavese: un tema dibattutto da quasi trent’anni, di proposte, di dibattiti, di prese di posizioni che non ha mai portato a nulla grazie anche al manifesto campanilismo dei sindaci del territorio. Adesso il Partito Democratico ha chiesto la consiglio comunale di Ivrea di istituire una commissione istituzionale che si occupi dei servizi sanitari territoriali e di dare corpo a una proposta concreta per la realizzazione di un presidio sanitario chre sostiuisca l’attuale ospedale costruito nel 1956 e che si è dimostrato palesemente inadeguato a causa dell’età avanzata.

A sostenere la proposta sono il consigliere comunale Mauro Salizzoni (chirurgo di chiara fama europea) e il capogruppo del Pd in Consiglio Maurizio Perinetti. Il cedimento della controsoffittatura ripropone, a giudizio dei due esponenti politici, l’urgenza di trovare una soluzione definitiva. In sostanza è giunta l’ora di fare un ragionamento collettivo da parte di tutti i soggetti politici e sociali attivi sul territorio eporediese per ottenere un risultato che vada a beneficio della collettività. Sul tema interviene anche il Movimento 5 Stelle che evidenzia come la manutenzione ordinaria dell’attuale ospedale costi all’azienda sanitaria ben tre milioni di euro all’anno.

Il consigliere regionale pentastellato Giorgio Bertola sottolinea come questa spesa sia insostenibile e “poco lungimirante”. La soluzione? Appoggiare la proposta avanzata dal Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, di un referendum consultivo per imprimere una svolta decisiva alla costruzione di nuovo ospedale che sia più comodo da raggiungere sia dai mezzi di soccorso che dai pazienti e che, soprattutto sia più funzionale, in modo che agevolare il già difficile lavoro degli operatori sanitari.

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