Cede l’asfalto nella strada della vergogna. Chiuso al traffico il tratto della ex 460 tra Lombardore e Leinì

14/04/2018

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Ad ogni pioggia la strada si riempie di pericolosissime buche, L'ennesima operazione di rappezzo non risolverà il problema legato alla sicurezza degli automobilisti. Disagi inenarrabili, nelle prossime settimane, per il traffico veicolare

Era un evento prevedibile e previsto: a causa delle ultime piogge parte della copertura di asfalto della ex strada statale 460 ha ceduto e i tecnici della Città Metropolitana sono stati costretti a chiuderà l’arteria stradale nel tratto compreso tra i comuni di Leinì e Lombardore. Pochi chilometri che erano diventati un vero pericolo per la circolazione e per l’incolumità degli automobilisti.

Ci vorranno settimane per ripristinare il manto stradale ed è facile immaginare che i disagi per gli automobilisti e gli autotrasportatori saranno difficilmente immaginabile, soprattutto nei giorni feriali e nelle ore di punta quando la circolare diverrà un vero inferno.

Il traffico è stato dirottato sulla viabilità secondaria, ovvero sulla strada provinciale 267. In direzione Torino la strada è chiuso dalla grande rotatoria di Lombardore: i veicoli sono costretti a passare al centro del paese mentre nella direzione opposta, quella di Rivarolo Canavese la ex 460 è chiusa dall’altezza del secondo svincolo di Leinì.

Il consigliere metropolitano canavesano delegato ai Lavori Pubblici Antonio Iaria ha spiegato che i tecnici sono immediatamente interventi per garantire la sicurezza degli automobilisti e sottolinea che sono già in atto le operazioni di consolidamento del manto stradale danneggiato.

Comunque sia la principale strada che attraversa il cuore del Canavese e che collega il capoluogo piemontese al Gran Paradiso, costituisce da anni un problema impossibile da risolvere: carreggiate inadeguate per il volume di traffico quotidiano, assenza della corsia di emergenza e, ciliegina sulla torta, un manto di asfalto che ad ogni pioggia crea pericolosissime voragini che vengono rappezzati alla buona in attesa che il maltempo ne crei delle altre. E’ difficile comprendere per quale ragione, negli anni non si sia provveduto a un graduale adeguamento della strada in modo da ridurre i disagi.

A prescindere da ogni considerazione sulle cattive abitudini di certi automobilisti è innegabile che percorrere questa strada costituisce una scommessa quotidiana. Una cosa è certa: le prossime saranno, per chi viaggia, settimane di passione.

Dov'è successo?

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