Castellamonte: sarà Don Angelo Bianchi a officiare, mercoledì 24, il rito funebre di Gloria Rosboch

Castellamonte

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22/02/2016

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Domani sera, alle 20,30 sarà recitato il Santo Rosario. I funerali nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo. IL sindaco ha proclamato il lutto cittadino

Sarà il parroco don Angelo Bianchi di Castellamonte a officiale il rito funebre di Gloria Rosboch. Non sarà un funerale come gli altri. E non per altro: perché l’insegnante di sostegno di 49 anni, è stata barbaramente strangolata dopo essere stata vittima di una truffa da ben 187 mila euro. Mercoledì pomeriggio 24 febbraio, (in un primo momento si era parlato di martedì 23) le esequie avranno luogo nella chiesa parrocchiale Santissimi Pietro e Paolo, dove Gloria e la madre si recavano quasi tutte le domeniche per assistere alla Santa Messa. La vicenda di Gloria Rosboch ha scosso l’intera Italia e non soltanto la città di Castellamonte. Domani sera, alle 20,30 nella chiesa parrocchiale sarà recitato il Santo Rosario. Nessuna telecamera in chiesa che sarà presidiata dalle forze dell’ordine.

Il sindaco Paolo Mascheroni ha proclamato per mercoledì il lutto cittadino. Un modo ufficiale per rendere omaggio a una donna mai cresciuta, che credeva ancora alle illusioni e alla parole di un suo ex allievo conosciuto alle scuole medie dove lei insegnava, che aveva visto crescere e al quale si era profondamente affezionata. Il suo candore è stato macchiato irreparabilmente da un omicidio tanto assurdo quanto inutile. In chiesa saranno presenti la mamma Marisa Mores (che un’ora dopo la scomparsa aveva già pianto la figlia come morta), il papà Ettore, avanti negli anni e ammalato, la cugina che ne ha denunciato la scomparsa alla caserma dei carabinieri, parenti, amici, conoscenti e quanti, sconvolti da tanta efferatezza, vorranno tributarle l’ultimo, estremo saluto. Gloria Rosboch riposerà finalmente in pace, in una tomba degna di questo nome e non in una discarica in disuso, strangolata, spogliata e immersa nell’acqua gelida un pozzo di decantazione. Non importa chi sia stata a ucciderla: se l’allievo che le avrebbe sottratto i 187 mila euro (i risparmi di tre vite: la sua e quella dei genitori) per condurre una bella vita, o l’amante di lui. In questo contesto spetta alla giustizia fare luce sulle singole responsabilità penali e civili.

Gloria, 49 anni, riservata, taciturna (e per questo anche poco considerata dai suoi concittadini), tutta lavoro e casa nei mesi in cui Gabriele le aveva prospettato una vuona vita in Costa Azzurra, finalmente insieme (le email non lasciano adito a dubbi di sorta) sembrava avere riacquistato la fiducia in se stessa: il suo cuore d’adolescente represso, finalmente batteva per uno scopo. E’ bastato consegnare il denaro per fare in modo che quel sogno s’infrangesse per sempre con la scomparsa improvvisa di Gabriele Defilippi. A suo modo Gloria era ostinata. Prima aveva fatto in modo di riottenere, almeno, i soldi senza ricorrere a denunce (per questa ragione aveva anche incontrato la madre di Gabriele, Catenina Abbatista), poi, visto che i tentativi messi in atto si erano rivelato inutili, si era rivolta all’avvocato Stefano Caniglia che aveva depositato una denuncia per truffa alla procura della Repubblica di Torino. Eppure, quando quel fatidico mercoledì 13 gennaio 2016, dopo la scuola, alle 15,oo si è incontrata per l’ultima volta con Gabriele e il suo “amico” aveva, probabilmente, ancora una volta creduto a quel giovane dalla personalità poliedrica e si era illusa di poter rientrare almeno in possesso di quanto aveva fiduciosamente dato.

E invece quello era l’appuntamento con una morte tragica. Addio Gloria. Il cammino ti sia lieve. Almeno adesso.

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