Castellamonte: per i medici non sarebbero idonei al lavoro. La Teknoservice licenzia 29 dipendenti

Castellamonte

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24/03/2016

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L'azienda di Piossasco ha avviato la procedura di licenziamento collettivo. I sindacati scendono sul piede di guerra e impugneranno il provvedimento

Non sarebbero più idonei a svolgere il lavoro di autista-raccoglitore. Ad affermarlo sono i medici al termine delle visite prescritte, hanno sentenziano un drammatico futuro per 29 dipendenti della Teknoservice, la società che è subentrata all’ex Asa nel servizio di di raccolta e smaltimento dei rifiuti nell’Alto Canavese. Sulla base del responso dei sanitari, l’Azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo. A breve, quindi, 29 famiglie rimarranno senza stipendio. Una situazione a dir poco difficile, che ha creato dapprima costernazione poi disperazione nei dipendenti estromessi dall’attività lavorativa.

Nel dettaglio, i referti medici sono drastici: cinque dei dipendenti non sarebbero più in grado di svolgere la mansione loro assegnata mentre i restanti ventiquattro risulterebbero idonei, ma oggetto di pensati limitazioni. L’azienda, che ha sede a Piossasco chiarisce, dal canto suo, la vicenda: la mansione di autista-raccoglitore è di fondamentale importanza per lo svolgimento del servizio. La proposta avanzata dalla società è quindi quella di ricollocare quindici dei ventinove dipendenti che sono oggetto della proceduta di licenziamento. Il servizio deve essere eseguito al meglio e il personale – a giudizio dell’azienda – deve essere operativo al cento per cento.

Il prossimo 7 aprile le organizzazioni sindacali di categoria e i dirigenti dell’azienda si incontreranno per trovare una soluzione che possa soddisfare entrambe le parti in causa. Piero Grisolia della Cisl di Torino e del Canavese evidenzia il fatto che i lavoratori non siano stati visitati presso una struttura medica che ne abbia certificato le limitazioni. Niente allarmismi ma il sindacato è pronto a impugnare i licenziamenti. La Uil del Canavese, sull’argomento è decisamente più tranchant: il licenziamento collettivo è applicabile, a giudizio di Luca Cortese, in caso di crisi aziendale. La Uil chiederà il ritiro dei provvedimenti perchè semmai in discussione sono ben altri problemi: il ritardo nel pagamento degli stipendi e la mancata manutenzione dei mezzi. Un problema, quest’ultimo, di estrema gravità.

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