Castellamonte, maestra si vanta di essere fascista. La polizia postale indaga, insorgono Pd e Anpi

Rivarossa

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26/07/2017

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La vicenda che ha come protagonista la maestra precaria diventa un "caso" che accende la polemica. Forza Nuova si schiera al fianco dell'insegnante che spiega come la sua sia stata solo una provocazione che aveva un fine didattico

La notizia è una di quelle destinate a diventare un “caso”: una vicenda che ha come protagonista Alessandra Pettorruso, una maestra di 40 anni residente a Rivarossa e che ha insegnato in diverse scuole canavesane in qualità di supplente; una decina di giorni fa aveva pubblicato sul suo profilo facebook post come questo: “Ringrazio Dio ogni giorno per avermi fatto fascista”. Una frase che ha innescato nei giorni scorsi una bomba mediatica e che ha fatto letteralmente saltare sulla sedia Fabio Trocino, segretario del Partito Democratico di Val Malone che ha informato i vertici regionali del partito i quali, a loro volta, hanno segnalato l’accaduto alla polizia postale tramite l’assessore regionale all’Istruzione Gianna Pentenero.

Della vicenda è stato ovviamente informata anche la dirigenza dell’Ufficio Scolastico Regionale che sta procedendo alla verifica di quanto è realmente accaduto. L’episodio ha suscitato anche la reazione indignata dei rappresentanti dell’Anpi canavesano e regionale. A Castellamonte, dove la maestra ha insegnato, i commenti del Pd sono duri e sottolineano che in un comune decorato con la medaglia d’argento alla Resistenza, non è ammissibile che un’insegnante si esprima con frasi inneggianti al fascismo, anche se il dirigente scolastico della scuola castellamontese dove la donna ha insegnato, ha affermato che dal punto di vista professionale, si è sempre mostrata irreprensibile.

Intanto il profilo Facebook della maestra è stato oscurato e la stessa insegnante ha provveduto a rimuovere i post “incriminati”. A fianco di Alessandra Pettorruso scende in campo la formazione di destra Forza Nuova che sottolinea come la donna debba essere giudicata come insegnante e non per le sue eventuali idee politiche e, nell’esprimere la propria solidarietà alla maestra, si dichiara pronta a difenderla in qualunque luogo.

In un post pubblicato dopo quelli che hanno scatenato la polemica e poi rimosso dal diario, Alessandra Pettorruso ha recisamente ribadito anche agli organi d’informazione di non essere nè di destra, né di sinistra e neanche di centro. In sostanza la sua voleva essere solo una provocazione nata nel contesto di una ricerca sociologica e che avrebbe, alla ripresa della scuola, illustrato ai suoi alunni i risultati a dimostrazione di quali siano i rischi del web e di quanto incidano quando si parla di temi delicati come quelli del fascismo.

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