Castellamonte: in casa aveva una serra di marijuana. Arrestato meccanico di 30 anni

Castellamonte

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13/05/2016

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Ai domiciliari un uomo che risiede in frazione Filia. I carabinieri di Chivasso hanno sequestrato un'abbondante quantità di sostanza stupefacente

Di professione faceva il meccanico. Ma nel tempo libero dava sfogo alla sua passione per la coltivazione. Solo che in questo caso non si trattava di legumi e ortaggi, ma di “erba”. Quella che, essiccata, serve per confezionare quelle “canne” che ti danno alla testa, ti fanno sentire dinamico e che ti fanno apparire la vita più rosea. Luca S. trent’anni, residente a Castellamonte coltivava il genere sbagliato di piante perché la marijuana è una sostanza stupefacente e la sua coltivazione, la lavorazione e lo spaccio, costituiscono un reato. A scoprire che il giovane castellamontese aveva impiantato una vera e propria serra nella propria abitazione sono stati carabinieri della compagnia di Chivasso guidati dal capitano Pierluigi Bogliacino. E subito sono scattate le manette. In considerazione del fatto che il meccanico era incensurato, il giudice ha deciso per gli arresti domiciliari da scontare nella sua abitazione della frazione Filia di Castellamonte. L’accusa è quella di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso della perquisizione effettuata dai militari nella casa del giovane, i militari dell’Arma hanno rinvenuto oltre una ventina di piante, dall’altezza di mezzo metro circa, trapiantate in vaso, 300 grammi di foglie già essiccate e tritate, pronte per la lavorazione e altri 186 grammi di marijuana celati in una tanica. E non è tutto: i carabinieri hanno anche trovato sedici grammi di semi di marijuana, 68 grammi contenuti in una scatola di legno, e altri 68 grammi abilmente nascosti nel caminetto di casa oltre a bilancini di precisione, un sofisticato misuratore di umidità, un tritaerba e numerosi sacchetti di plastica destinati al confezionamento delle dosi da spacciare.

Tutto il materiale e la droga sono state sequestrate. E’ dopo un’articolata indagine che i carabinieri di Chivasso sono risaliti all’identità del “pusher”. A seguito di una accurata serie di controlli compiuti in diversi comuni canavesani i militari hanno dapprima indagato su un certo numero di consumatori abituali di marijuana per identificare i presunti spacciatori. Le indagini sono state coordinate dal pubblico Chiara Molinari della procura di Ivrea.

 

Dov'è successo?

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