Caselle: Mauro Esposito l’imprenditore rovinato dalla ‘ndrangheta per due anni non pagherà tasse

Caselle

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11/04/2017

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Agenzia dell'Entrate e procura della Repubblica di Torino hanno concordato un procedimento sospensivo che allontana lo spettro dell'incombente fallimento della società di cui è titolare il testimone di giustizia

Non è solo una boccata di ossigeno: è l’opportunità tanto agognata di potersi riprendere economicamente e di allontanare lo spettro del fallimento, per sé e per la società di progettazione della quale è titolare. Mauro Esposito, 51 anni, l’imprenditore casellese rovinato per aver testimoniato al processo “San Michele” che ha rivelato l’infiltrazione mafiosa nella Valle di Susa, potrà beneficiare fino al 2019 della sospensione di tutti gli adempimenti fiscali a suo carico. In sintesi: l’Agenzia delle Entrate di concerto con la Procura di Torino ha deciso di sospendere, come spiega l’architetto Mauro Esposito, tutti gli adempimenti fiscali sia personale che relativi allo studio di progettazione, dal 2011 fino al mese di dicembre del 2019.

E non è tutto: contestualmente alla sospensione è stato deciso che azzerare tutte le sanzioni che gravavano sugli importi precedentemente rateizzati. Dopo anni di una battaglia inizialmente condotta n totale solitudine in qualità di testimone di giustizia nei confronti delle cosche della ‘ndrangheta, Mauro Esposito ha avuto la fortuna di incontrare l’Associazione “Libera” fondata da don Ciotti e Pino Masciari, il primo testimone di giustizia italiano che , per questo, ha dovuto rinunciare a tornare in quella Calabria dov’è nato e dove aveva una fiorente attività imprenditoriale nel settore edile.

Esposito aveva dovuto fare i conti non solo con le richieste di risarcimento chiesti dai suoi persecutori ma anche con un milione di euro richiesto dall’Inarcassa e dall’Agenzia delle Entrate. Una somma che l’imprenditore non era in grado di pagare se non a presso della rovina totale. Un tracollo tortale che lo aveva convinto a lanciare un accorato appello al Presidente della Repubblica. Poi c’è stato l’interessamento di consiglieri regionali, di deputati, della commissione antimafia che hanno concordato sulla necessità di assicurare la giusta protezione dello Stato nei confronti di chi denuncia la mafia.

Da oggi lo studio di progettazione M.E. Studio Srl di Caselle Mauro Esposito potrà contare su una provvidenziale e salutare boccata di ossigeno. E poi dovrebbero arrivare i risarcimenti dei danni patiti che i condannati nel processo san Michele dovranno versare all’imprenditore, Insomma, al momento si apre un nuovo capitolo nella brutta vicenda della quale Esposito è stato protagonista per denunciato i suoi estorsori e per aver contribuito, con la sua decisiva testimonianza, alla condanna dei malavitosi.

Un capitolo nuovo che dovrebbe finalmente segnare una positiva svolta nella vita personale e professionale dell’uomo che la mafia ha cercato prima di corrompere e poi di rovinare.

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