Caselle, rubavano auto lusso destinate i nuovi ricchi del Maghreb. Oltre venti patteggiamenti

Caselle

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12/03/2017

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Gl'imputati hanno patteggiato pene che vanno dai due ai quatro anni di reclusione. La "mente" dell'organizzazione rimane in cella in Belgio

Le auto di lusso rubate nel parcheggio dello Juventus Stadium e nelle aree di sosta degli aeroporti di Caselle e di Milano-Malpensa, erano destinate al Maghreb: ai nuovi signori della droga, della guerra, ovvero a coloro che vivono nel lusso pagato con i proventi di oscuri traffici. E’ nel Nord Africa che le Mercedes, Bmw e Land Rover rubate finivano dopo essere state rinchiuse nei container e caricate nelle stive delle navi in partenza dalla Spagna e dirette nei porti del Maghreb.

Per la banda specializzata nel furto e trasporto delle auto di lusso che aveva ramificazioni in tutta Europa (sgominata dalla polizia stradale), la procura di Torino aveva richiesto 27 rinvii a giudizio. Quasi tutti componenti l’organizzazione hanno patteggiato pene che vanno dai due ai quattro anni di reclusione. Tra i condannati spiccano i nomi del torinese Vincenzo Caivano di 59 anni (quattro anni e tre mesi) e Youssef Zakaria, marocchino di 35 anni (quattro anni e due mesi).

Dall’inchiesta è uscito di scena, invece, Wahid Abboud, un marocchino di 45 anni che si trova in carcere in Belgio: l’uomo è considerato dagli investigatori di tutta Europa la mente di tutta l’organizzazione. Un uomo che ha contatti con potenti e pericolosi esponenti della malavita maghrebina e che possiede la capacità di mettere in piedi dal nulla un’organizzazione criminale capace di compiere furti per milioni di euro e di tenere i contatti con clienti e ricettatori.

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