Caselle: a rischio gli oltre 5 milioni di euro per l’aeroporto. L’Europa li considera aiuti di Stato

14/02/2020

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L'iniziativa avviata dalla precedente amministrazione violava le normative auropee. La Commissione ha manifestato al presidente Alberto Cirio la disponibilità a individuare soluzioni per superare lo stallo

Caselle: a rischio gli oltre 5 milioni di euro per l’aeroporto. L’Europa potrebbe considerarli aiuti di Stato.

Gli investimenti sugli aeroporti piemontesi sono stati il tema dell’incontro che il presidente della Regione Alberto Cirio ha avuto il 12 febbraio a Bruxelles con il Capo dell’Unità Trasporti della Direzione Concorrenza della Commissione europea, Sophie Moonen. Al centro del positivo colloquio l’utilizzo di 6 milioni di euro di risorse regionali da destinare al sostegno e alla promozione di Torino-Caselle (5,4 milioni) e Cuneo-Levaldigi (600.000). Un investimento suddiviso su tre annualità e che vedrebbe le due società di gestione attivare analoghe somme, ma che ad oggi è a rischio di essere considerato un aiuto di Stato, e quindi non compatibile con i trattati comunitari. Per il presidente della Regione si tratta però di risorse fondamentali, in questo momento più che mai, per il rilancio dei due scali.

Il problema deriva dal fatto che la strada intrapresa dalla precedente amministrazione regionale, improntata ad azioni di co-marketing con le compagnie aeree, violava le normative europee sugli aiuti di Stato e per questo non era andata a buon fine ed era stata bloccata sul nascere. Il presidente ha pertanto voluto occuparsi direttamente di questa vicenda, ottenendo dalla Commissione UE l’avvio di un confronto tecnico-giuridico per arrivare ad una soluzione che, pur nel pieno rispetto delle regole di concorrenza in Europa, consenta di procedere con gli investimenti.

Gli uffici della Commissione hanno dato la propria disponibilità ad approfondire nelle prossime settimane le soluzioni possibili per superare questa fase di stallo. Il rischio da evitare è quanto accaduto, ad esempio, a Montpellier (Francia), dove gli enti locali hanno dovuto subire una procedura di infrazione e avviare il recupero delle risorse già erogate.

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