Caselle, Mauro Esposito: “Pronto a tutto se dovrò risarcire i miei estorsori”

Caselle

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29/03/2016

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Una legge varata durante il fascismo vieta agli studi di progettazione di lavorare per i privati. Il professionista rischia, incredibilmente, il pignoramento dei beni

Vittima di un sistema a circuito chiuso che rischia di rovinare la sua vita e quella della sua famiglia. Senza contare il fatto che a rischio è anche il posto di lavoro dei dipendenti che lavorano nel suo studio professionale. Mauro Esposito, di Caselle, titolare dello studio di progettazione ME Studio Srl di Caselle, ha visto respingere, in sede civile, dalla Corte d’Appello di Torino, l’impugnazione della sentenza di primo grado che aveva confermato il divieto per le società di capitali di ingegneria e di architettura di svolgere attività per soggetti privati.

Una sentenza che annulla, di fatto, la stipula dei contratti di progettazione effettuati prima del 2011. Una legge che risale all’era fascista e che rischia di mandare all’aria l’attività di migliaia di società di progettazione civile. Adesso, dopo la sentenza di secondo grado, l’imprenditore, che nel 2009 era caduto nella maglie di un’associazione a delinquere di stampo mafioso e che è un testimone di giustizia, nel caso (concreto) nel quale dovesse vedersi pignorare tutto il patrimonio, si dichiara disposto a tutto: “Sono pronto a gesti estremi se mi venisse pignorato tutto quello che ho per darlo a personaggi criminali che sono stati condannati e sono in carcere” 

In questa complessa e spesso incomprensibile Italia capita anche questo. Che chi denuncia il malaffare di cui è vittima, passa dalla parte del torto e rischia di perdere tutto ciò che si è guadagnato con un duro lavoro, per rifondere chi ha cercato di estorcergli denaro per una prestazione professionale già effettuata in precedenza, anche con minacce fisiche nei suoi confronti e in quelle della sua famiglia. Dopo il danno, come si suol dire, anche la beffa. E non è un bel segnale.

Dov'è successo?

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