Caselle, dirigente comunale e un’autista sotto processo per un incidente nel quale morì un bimbo

Caselle

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09/02/2017

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La piccola vittima aveva quattro mesi quando si verificò il tragico incidente stradale causato da un blocco del new jersey in cemento, finito in mezzo alla carreggiata dopo l'urto di un furgone

Un dirigente del Comune di Caselle e l’autista (residente a Strambino di un furgone), sono finiti sotto processo a causa di un grave incidente stradale che costò la vita di un bambino di appena quattro mesi di vita. Le dettagliate tappe della tragica vicenda sono state rivissute l’altra mattina, in un’aula del tribunale di Torino: l’incidente ebbe luogo nel mese di novembre del 2013. Il piccolo M. S. si trovava a bordo dell’auto guidata dal padre, seduto sul seggiolino collocato sul sedile posteriore, assicurato alla vettura con le cinture di sicurezza e rivolto verso la parte posteriore dell’autovettura come prevedono le norme del codice della strada relative alla sicurezza dei bambini in tenera età. Accanto all’uomo sedeva la madre del bambino.

I coniugi si erano recati a prendere il piccolo che si trovava a Torino dai nonni per riportarlo a casa a San Maurizio Canavese. Giunto nei pressi dell’aeroporto di Caselle, la Volkswagen Polo sulla quale stava viaggiano la famiglia si schiantò contro un blocco di new jersey in cemento che si trovava in mezzo alla carreggiata dopo essere stato urtato da un furgone che viaggiava nel senso di marcia inverso. L’impatto fu devastante. A riportare le ferite più gravi fu il bambino che. Nonostante l’immediato ricovero all’ospedale infantile “Regina Margherita” di Torino, lottò tra la vita e la morte per cinque lunghi giorni prima che il suo cuoricino smettesse di battere definitivamente. L’allora sostituto procuratore Raffaele Guariniello avviò un’inchiesta penale che appurò come il furgone viaggiasse a una velocità di oltre 50 chilometri orari quando urtò il new jersey installato sulla mezzeria del raccordo.

Il blocco finì sulla corsia opposta proprio nel momento in cui stava sopraggiungendo la Polo. Nel corso dell’inchiesta gl’inquirenti ipotizzarono che il blocco in cemento non fosse stato ben ancorato al suolo. Per questa ragione alla sbarra sono comparsi il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Caselle e l’autista del furgone. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 24 maggio e, in quell’occasione, il pubblico ministero chiederà, con ogni probabilità, la condanna per i due imputati anche se nulla potrà mai ripagare il dolore due genitori per aver perso la loro piccola creatura.

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