I carabinieri stroncano il narcotraffico tra Spagna e Italia. In manette anche due canavesani

Chivasso

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22/11/2017

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Sgominato un sodalizio criminale che intratteneva relazioni con le famiglie 'ndranghetiste della provincia di Reggio Calabria, acquistava la droga in Marocco, la nascondeva in doppi fondi ricavati negli automezzi e poi, attraverso la Spagna, la commercializzava su piazza torinese

La cocaina e l’hashish giungevano in notevoli quantità dal Marocco, passava dalla Spagna e veniva spacciata e commercializzata sulla piazza torinese: a stroncare il traffico sono stati i carabinieri dei comandi provinciali di Torino, Reggio Calabria, Genova e Brindisi in collaborazione con gli agenti spagnoli dell’Udyco (Unidad de Drogas y Crimen Organizado). Dodici le persone raggiunte da misure cautelari emesse dal Gip del tribunale di Torino su richiesta della locale Direszione Distrettuale Antimafia tra i quali anche l’ex assessore chivassese Bruno Trunfio e Mario Contrò 63 anni, catanese trapiantato a Caselle Torinese.

In carcere sono anche finiti Sandro Brancadoro, torinese del ’68, Giovanni Cannaliere, brindisino trapiantato a Torino, del ’59, Orlando Carella, brindisino del 69, Mario Contrò, del ’55, Antonio Di Giovanni, torinese dell’83, Natale Lupia, catanzarese trapiantato a Torino, del ’52, Francesco Pannozzo, torinese del ’63, Cosimo Piscioneri, originario di Caulonia (RC), trapiantato in Spagna, del ’48, Antonio Squillace, cauloniese del ’68. Luigi Tommaso Trisolino, leccese, del ’37, è stato posto agli arresti domiciliari e Vittorio Di Giovanni, torinese del ’76, dovrà osservare l’obbligo di dimora nel comune di Torino.

Tutti gli arrestati sono indagati per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di armi. L’operazione denominata “Bellavista” è scaturita da una complessa attività investigativa condotta dal ROS dei carabinieri attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e di pedinamento anche transfrontalieri e sulla base delle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, ha consentito agli investigatori di individuare gli appartenenti a una banda criminosa che sarebbe legata alle famiglie ‘ndranghetiste, in particolare quelle attive nella provincia di Reggio Calabria.

Uno dei destinatari della misura restrittiva che si trova in Spagna è stato arrestato su mandato di arresto europeo. Il sodalizio era dedito in maniera stabile e continuativa all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina e hashish dalla Spagna all’Italia. La droga, si è scoperto, veniva nascosta all’interno di autocarri e autovetture intestati a prestanome o noleggiati all’interno dei quali venivano ricavati doppi fondi. Eì grazie alla fattiva collaborazione con l’Udyco che è stato possibile far scattare le manette ai polsi del latitante e narcotrafficante internazionale Rocco Piscioneri e il suo braccio destro Mario Antonio Di Giacomo, anch’egli latitante.

Al chivassese Bruno Trunfio, è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove sta scontando una condanna definitiva a 7 anni di reclusione per l’associazione mafiosa scoperta e sgominata dall’Operazione Minotauro.

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