Canavese: vendevano ricambi auto contraffratti per originali. Quattro meccanici denunciati

14/09/2019

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I carabinieri di Cuorgnè hanno sequestrato merce per 10o mila euro destinata a prfessionisti compiacenti. Indagini in corso in tutto il Canavese. Non si escludono ulteriori sviluppi

I carabinieri della Stazione di Cuorgnè hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria di Ivrea 4 persone: C.F. e C.D. (rispettivamente padre e figlio di anni 55 e 29, residenti a Pratiglione) insieme a due artigiani, F.L. e S.G. , di 54 e 32 anni, titolari di autofficine meccaniche in Pertusio e Cuorgnè (TO), a vario titolo responsabili di concorso in contraffazione e ricettazione.

In particolare, padre e figlio, titolari di una ditta ricambi auto, con sede legale a Rivara, dopo aver provveduto a falsificare materiale di autoricambi proveniente da filiere clandestine, apponendo sostanzialmente sui prodotti grezzi marchi e brand di note case automobilistiche, li commercializzavano ad autofficine compiacenti del Canavese come originali.

Il prezzo di vendita era chiaramente inferiore a quello di mercato ma i clienti non erano a conoscenza che i prodotti non erano originali e di qualitàscadente, con gravi conseguenze per la stessa incolumità dei consumatori. I carabinieri della Compagnia di Ivrea, all’esito dell’attività investigativa, nel corso di perquisizioni delegate dall’Autorità giudiziaria eporediese, hanno rinvenuto, infatti, all’interno della ditta gestita da padre e figlio: migliaia di dischi e pastiglie per i freni, ganasce, frizioni e molto altro materiale per autovetture, unitamente a macchinari industriali e professionali utilizzati per la falsificazione dei prodotti.

Nella circostanza, gli accertamenti effettuati hanno consentito di far emergere responsabilità anche a carico di due titolari di autofficine meccaniche operanti in Pertusio e Cuorgnè, rei di aver acquistato e utilizzato il materiale contraffatto, fornendo alla rispettiva clientela dei prodotti di seconda scelta, a fronte del pagamento di prezzi previsti per materiali di eccellenza.

Le indagini, al momento, sono tuttora in corso e non si esclude il coinvolgimento di altre persone, coinvolte a vario titolo, nel territorio canavesano, nella complessa e variegata attività illecita.

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