Canavese: soffia il vento e bruciano le montagne. In fiamme la Val Ceronda, Corio, Front e Muriaglio

Corio Canavese

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11/03/2019

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L'allerta incendi torna con il forte vento. Mazzo Canavese va a fuoco. Super lavoro per i vigili del fuoco e per i volontari Aib che hanno lavorato ore per domare le fiamme. Indagano i carabinieri forestali

L’allerta in realtà non era mai cessata: il rischio incendi era in agguato e si attendevano le prime folate di vento per verificare se la previsioni erano più o meno reali. E lo erano. Tanto è vero che nel pomeriggio di lunedì 11 marzo sono tornate a bruciare le montagne in Val Ceronda e Casternone dove alcune abitazioni sono state fatte evacuare dalle autorità perchè le fiamme si erano minacciosamente avvicinate alle case.

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco e i volontari dell’Aib. I focolai si sono sviluppati in regione Buffa e, alimentate dal forte vento le fiamme si sono estese in brevissimo tempo in direzione di Givoletto. Sulle cause che hanno determinato l’innesco degli incendi stanno indagando i carabinieri forestali della Compagnia di Rivoli. Volontari e vigili del fuoco hanno dovuto lavorare per diverse ore per ridurre il fronte dell’incendio. Fiamme anche a Corio nella serata di domenica 10 marzo.

L’incendio è divampato intorno alle 23,00 ma è stato domato dai vigili del fuoco. La stessa cosa dicasi per il rogo che ha distrutto gran parte della boscaglia a Ritornato: sul posto sono intervenuti tre mezzi del distaccamento volontario di Nole che si sono avvalsi del prezioso ausilio delle squadre volontarie dell’Associazione Incendi Boschivi di Cafasse, Corio e Mathi. Le fiamme sono state domate, dopo ore di intenso lavoro, intorno alle 3,00 del mattino.

Anche in questo caso indagano i carabinieri forestali. I pompieri sono entrati in azione anche nella mattinata di lunedì 11 marzo in frazione Muriaglio di Castellamonte, a Vauda di Rocca, tra Front Canavese e San Francesco al campo per fronteggiare tre diversi focolai che sono stati domati prima che provocassero danni irreparabili alla riserva naturale della Vaude.

Il forte vento che soffiava a 70 chilometri orari ha “strappato” la tensostruttura che era stata installata dal Prato della Fiera a Caselle. La struttura è al momento inagibile. Il forte vento continuerà ad imperversare, come previsto dall’Arpa regionale fino a domani, martedì 12 marzo.

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