Canavese: il senatore leghista Pianasso propone il terzo mandato per i sindaci dei piccoli Comuni

04/11/2019

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Nel disegno di legge sono contenute anche alcune importanti novità per quanto riguarda i centri al di sopra dei 15mila abitanti, come l'abolizione, ad esempio, del ballottaggio. Se la un candidato ottine il 40% dei voti diverrà automaticamente primo cittadino

Il senatore canavesano della Lega Cesare Pianasso ha redatto una proposta di legge per modificare il testo unico sull’ordinamento degli enti locali, laddove sono specificate le norme per l’elezione dei sindaci, soprattutto dei piccoli Comuni. Per il parlamentare, originario di Prascorsano, è necessario rivedere la legislazione relativa al limite dei mandati per i sindaci dei comuni con popolazione inferiore ai 3mila abitanti.

“Il nostro ddl prevede per tutti i sindaci dei piccoli Comuni la possibilità di ricoprire la carica per tre mandati consecutivi completi – afferma il senatore -. Al momento attuale, la soglia limite per tale opzione è fissata a 3mila residenti, ma secondo noi della Lega non ha senso di esistere, anche perché per la legge 158 del 2017 sono considerati piccoli Comuni tutti quelli che hanno una popolazione residente pari o inferiore a 5mila abitanti. E’ giusto equiparare la legge elettorale a questa norma, anche perché è sempre più difficile trovare persone che decidono di impegnare tempo ed energie per l’amministrazione del proprio Comune. Non è l’unica modifica che abbiamo proposto, perchè abbiamo anche inserito la possibilità per i sindaci dei Comuni terremotati di presentarsi alle elezioni per un quarto mandato di fila”.

Nel disegno di legge sono contenute anche alcune importanti novità per quanto riguarda i centri al di sopra dei 15mila abitanti, per i quali allo stato attuale, l’elezione per il sindaco avviene con doppio turno, a meno che la lista vincente non superi il 50% dei voti validi già al primo turno.

“Abbiamo deciso di abbassare la soglia per la vittoria diretta di un candidato al 40% – continua ancora Pianasso -. In tal modo, si evita il ballottaggio in presenza di liste che abbiano già ottenuto una percentuale di voti elevata e quindi godano di una legittimità popolare sufficiente, come già avviene peraltro in Sicilia. Oltretutto, i ballottaggi rappresentano un aggravio per le casse pubbliche senza che si registri normalmente una partecipazione consistente degli elettori alle urne.

In definitiva, molti sindaci vengono eletti al secondo turno senza godere di una legittimazione popolare sufficiente o superiore a quella già conseguita alla prima tornata”.

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