Canavese, le entrate dei comuni sono drammaticamente ridotte al lumicino

Cuorgnè

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04/07/2015

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Beppe Pezzetto, sindaco di Cuorgne non ha dubbi: "Si è passati dal troppo del passato al troppo poco del presente. uno squilibrio pericoloso"

Tempi sempre più duri per gli enti locali, soprattutto per i Comuni. Gli stanziamenti statali sono quasi ridotti al lumicino e oltre a svolgere il ruolo di esattore conto dello Stato per quanto concerne l’Imu e la Tasi, gli amministratori sono costretti a fare i conti i limiti imposti dal patto di stabilità e con le sole  entrate derivanti dalle imposte locali. Contribuire a incentivare l’economia territoriale, in questi momenti di crisi, quale può essere il ruolo del Comune? Beppe Pezzetto, sindaco di Cuorgnè ha, in merito, le idee molto chiare:

“Intanto è bene definire tre aspetti importanti la profondità, il perimetro, e la durata. Quella che stiamo vivendo è sicuramente la peggior crisi da quando esiste la Repubblica Italiana, estesa sui diversi settori e sulle diverse aree geografiche interne ed internazionali. Prima finanziaria, poi industriale e conseguentemente occupazionale e quindi sociale”.

L’amministratore non ha dubbi: una crisi che è stata affrontata con la politica del rigore, a suo giudizio necessaria in certi ambiti e sino ad un certo punto, a cui però non ha fatto seguito una politica di investimenti e di crescita, settore in su cui siamo in grave ritardo.

“Se guardo i bilanci della pubblica amministrazione, dei nostri comuni nel tempo, si è passati negli ultimi dieci anni dal troppo, in alcuni casi usato male, al quasi nulla, un effetto pendolo molto pericoloso, che deve riposizionarsi nel mezzo.

Detto questo, le leve di una amministrazione, di un sindaco non sono molte, credo sia importante riuscire a mantenere un livello di coesione sociale adeguato, mediare molto, creare momenti e luoghi di aggregazione, attuare politiche di solidarietà cercando di individuare i veri casi critici, e al contempo cogliere quelle eventuali opportunità di sviluppo, senza abbassare l’attenzione sulla legalità; il rischio di una guerra tra poveri è sempre in agguato.

Nel nostro caso e penso di poter parlare per un territorio più vasto, molto stanno facendo le associazioni di volontariato, qualunque esse siano ed in qualunque ambito agiscano, dal sociale, ai giovani, allo sport, alla cultura, è un valore aggiunto importantissimo di cui abbiamo la fortuna di essere ricchi e che ringrazio”.

Ma tutto questo non basta: è sotto gli occhi di tutti che la crisi economica, inoltre, sta contribuendo a far crescere situazioni di disagio psicologico.

“Situazioni che non siamo abituati a gestire, ed il sentirsi comunità e’ un elemento importante – sottolinea il primo cittadino -. Bisogna tornare a creare lavoro ed occupazione, ma i tempi non saranno brevi, quindi a noi il compito di fare sistema ed agire con altri paradigmi, il territorio e’ in grado di reagire e raccogliere nuove sfide, penso ad esempio alla costituzione di Riva Banca. So che per molti non sarà facile, ma dobbiamo guardare al bicchiere mezzo pieno”.

E, di questi tempi, è giocoforza farlo.

 

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