Canavese: la Guardia di Finanza arresta quattro persone per il crack di un noto consorzio edile

Ciriè

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05/07/2016

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Denunciate altre sette persone tra imprenditori e amministratori. Gl'indagati avrebbero emesso fature false e distratto dondi per oltre dodici milioni di euro

Un imprenditore e tre membri del consiglio di amministrazione di un noto consorzio edile del Canavese sono finiti in manette nell’ambito di una operazione condotta dagli agenti della Guardia di Finanza di Torino e coordinata dalla procura del capoluogo

. L’accusa è quella di aver provocato il dissesto della società mettendo in atto una costante opera di dissipazione e distrazione di fondi. Gl’inquirenti non hanno ancora reso note l’identità delle persone che sono finite in manette. L’imprenditore è finito in carcere mentre le altre tre persone sono finite aggli arresti domiciliari. Nel contesto dell’operazione sono state denunciate altre sette persone: sono anch’essi impeditori, amministratori e sindaci del collegio sindacale del Consorzio Edile.

L’accusa non è delle più lievi: a giudizio dell’inquirenti non soltanto avrebbero partecipato al progressivo svuotamento delle casse societario ma avrebbero attuato una consistente evasione fidale che ammonta a oltre 12 milioni di euro. Come? Attraverso un’intesa attività di produzione di fatture false che venivano in seguito utilizzate nella dichiarazione dei redditi. La Guardia di Finanza avrebbe accertato, nel corso delle indagini effettuate, che l‘attività delle persone coinvolte avrebbe coinvolto una seconda società che venne dichiarata fallita nel mese di giugno del 2015.

Il tribunale di Torino ha anche emesso un provvedimento che vieta ai quattro membri del collegio sindacale di partecipare all’esercizio di impresa e uffici direttivi per due mesi. Pare che una consistente fetta dei fondi distratti dalle case consortili, pari a circa 4 milioni di euro, siano stati dirottati e, in seguito rintracciati dai finanzieri in Marocco, Paese nl qual si trovavano società di diritto marocchino riconducibili alle persone arrestate.

Al fine di recuperare tutte le somme illecitamente sottratte dai patrimoni societari, che avrebbero danneggiato sia l’Erario per le imposte non versate, che i creditori in buona fede, il Tribunale ha disposto il sequestro dei beni personali di tutti coloro che sono risultati coinvolti nel dissesto societario, realizzando così una importante opera di restituzione di risorse finanziarie ai contribuenti onesti.

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