Canavese, i carabinieri smantellano una spietata banda di criminali albanesi

Canavese

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12/09/2015

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Cinque arresti e otto denunce: il Nucleo Investigativo dell'Arma ha sgominato una pericolosa organizzazione di ladri e rapinatori

Mesi di indagini accurate compiute dai carabinieri con l’ausilio della più moderna tecnologia. E così, nella rete tesa dall’Arma, è caduta una temibile banda di albanesi, specializzata in furti e rapine in villa. I cinque arrestati sono ritenuti responsabili di almeno 60 episodi criminali. “Colpi” messi a segno in tutto in territorio piemontese e, in particolare, in Canavese. Una “gang” bene addestrata, astuta, senza scrupoli, fredda e glaciale quando entrava in azione.

L’organizzazione agiva prevalentemente di notte dopo aver studiato in tutti i dettagli l’operazione da attuare. La noncuranza con la quale gli albanesi entravano in azione, è tipica di chi sa di non avere niente da perdere. L’unico obiettivo che si erano posti era quello di razziare e accumulare denaro e gioielli. Un obiettivo raggiunto dato che gl’investigatori hanno calcolato che finora l’attività criminale avrebbe fruttato un ricco bottino.

ORGANIZZATI COME UN COMMANDO

Per mesi hanno agito indisturbati. Azioni rapide, fulminee. Quasi da militari. Poi un’episodio imprevisto mette i carabinieri sulle tracce della banda. Durante un ennesimo assalto in villa a Nole Canavese, il padrone di casa, l’ottantenne Adalgiso Bernardon, svegliato da rumori sospetti non esitò a sparare contro i ladri con una pistola. Uno dei proiettili ferì uno dei componenti del commando criminale, Flori Eollaj, un albanese di 39 anni. L’uomo finì in cella e venne interrogato dai carabinieri del Nucleo Investigativo che, insieme ai colleghi della Compagnia di Venaria sono riusciti a risalire all’identità dei complici e ad arrestarli. L’elenco dei furti e delle rapine compiute ha riempito un voluminoso fascicolo. E non è detto che si sia riusciti a risalire a tutti i “colpi” effettuati. Certo è che, oltre a molti comuni della provincia di Torino e di altre località piemontesi, gli albanesi in Canavese sono entrati in azione a Nole, Agliè, Rivarolo, Ivrea e in diversi comuni dell’Eporediese.

I REATI CONTESTATI

I reati contestati agli albanesi sono quelli di associazione a delinquere, furto, rapina, ricettazione e detenzione di armi e munizioni clandestine. Le indagini hanno permesso agli agenti del Nucleo Antirapine di scoprire a Torino, l’ubicazione del garage che fungeva da base logistica dei malviventi.

Qui sono state ritrovate e restituite ai legittimi proprietari ben 18 auto rubate durante le azioni criminali. Al termine della vasta operazione sono state denunciate anche altre otto persone, mentre una è attualmente ricercata. Le indagini dei carabinieri proseguono su tutto il territorio italiano e non si escludono altri, clamorosi, sviluppi.

Dov'è successo?

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