Caluso: settore alberghiero in ginocchio. Silvio Sardi, titolare dell’hotel Erbaluce, scrive ad Alberto Cirio

09/03/2020

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L'imprenditor: ""Il governo ci deve cancellare tutte le tasse, contributi e balzelli vari così come noi abbiamo dovuto subire la cancellazione delle prenotazioni. Chiediamo la possibilità di attingere alla cassa integrazione in deroga per salvaguardare i posti di lavoro"

Un settore che definire in “ginocchio” è un puro eufemismo. E’ quello alberghiero che risente pesantemente, dal punto economico del pesante impatto causato dal Coronavirus. E’ un problema generalizzato che colpisce gli operatori piemontesi e Canavesani. Sulla scorta di questa considerazioni l’imprenditore Silvio Sardi, titolare dell’hotel Erbaluce di Caluso ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Regione Alberto Cirio.

“La nostra è una nuova azienda, fondata da giovane imprenditori, che se pur in un momento già di crisi generale ha avuto il coraggio, la volontà e la determinazione di avviare una nuova impresa, assumendo 12 lavoratori e contribuendo a sostenere un indotto locale fatto di piccoli artigiani, rischia in modo irreversibie di dover chiudere per evitare di creare debiti che poi non potranno essere in nessun modo ripagati”.

E ancora: “In questi momenti è assolutamente prioritario tutelare la salute dei cittadini, ma chiedo, vista la posizione di governatore della Regione, di mettere in campo la stessa determinazione per tutelare in modo particolare le imprese più penalizzate che sono quelle che operano nel settore del turismo, della ristorazione e gli esercizi commerciali perché c’è il rischio di chiudere in modo drastico creando una perdita di posti di lavoro non indifferenti – afferma Silvio Sardi -. Ad oggi non c’è chiarezza sui veri sostegni alle imprese mentre noi abbiamo la necessità, per sopravvivere, di un’azione concreta è immediata”.

Sospendere i versamenti dei contributi per il mese di marzo ed eventualmente per il mese di aprile non serve a nulla sostiene l’imprenditore. Per scongiurare le chiusure occorre assumere provvedimenti d’emergenza drastici: “Il governo ci deve cancellare tutte le tasse, contributi e balzelli vari così come noi abbiamo dovuto subire la cancellazione delle prenotazioni. Chiediamo la possibilità di attingere alla cassa integrazione in deroga per salvaguardare i posti di lavoro dei nostri dipendenti. Chiediamo chiarezza se ci saranno contributi economici a sostegno delle perdite realmente subite. Un impegno concreto per quando questa emergenza sarà terminata e la Regione sosterrà con delle campagne pubblicitarie nazionali il rilancio delle zone del turismo. A questo proposito chiedo l’attenzione per tutte le zone e non, come fino ad oggi è stato fatto, destinando oltre il 90% delle risorse alle solite zone, tipo Torino e le Langhe, lasciando le briciole alle altre, come succede per il nostro splendido Canavese”.

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