Canavese: finti dipendenti pubblici truffavano parrocchie e case di riposo. Raffica di arresti

Pont Canavese

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22/05/2019

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Le accuse sono a vario a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a truffe aggravate e di estorsione. Accertati dai carabinieri 86 episodi in tutta Italia, per un guadagno di oltre 400mila euro. Tra le vittime dell'organizzazione malavitosa anche parrocchie e case di riposo del Canavese

I carabinieri della Compagnia Oltre Dora di Torino hanno individuato un’organizzazione criminale finalizzata alle truffe ai danni di parrocchie, conventi, case di riposo, scuole ed enti religiosi. Accertati 86 episodi in tutta Italia, per un guadagno di oltre 400mila euro. Tra le vittime dell’organizzazione figurano anche la parrocchia di San Costanzo a Pont Canavese e i Missionari Oblati di Maria Immacolata a San Giorgio Canavese. I truffatori si qualificavano come rappresentati di enti locali (prevalentemente quali dipendenti comunali e regionali) o direttori di istituti di credito, riferendo ai responsabili di svariati enti religiosi che era stato loro accreditato un contributo (comunale o regionale) erogato in somma maggiore a quella dovuta e pertanto per evitare che lo stesso non venisse poi elargito, li inducevano a versare la differenza (cifre variabili da 2.000 a 16.500 euro) su carte poste pay (riconducibili agli stessi indagati). L’organizzazione prevedeva diversi prestanome di carte prepagate per l’accredito dei proventi artatamente ottenuti, compensandoli con il 20% della somma illecitamente introitata;

Contestualmente sono state eseguite 20 perquisizioni nei confronti del titolari dei documenti presentati per la registrazione delle carte poste pay. Il capo era una donna, chiamata la “Zia”, che aveva creato una rete criminale composta da promoter e call center, per individuare e contattare le vittime, e da prestanomi/commercianti compiacenti per incassare il denaro .

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare (4 in carcere e 8 obblighi di dimora e/o firma) a carico di 12 indagati, ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata a truffe aggravate, nonché di estorsione.

Il provvedimento trae origine da un’ indagine condotta (dall’ottobre 2018 all’aprile 2019) dal Nucleo Operativo della citata Compagnia, che ha consentito di comprovare l’esistenza di un sodalizio criminale, radicato nel capoluogo piemontese, dedito alla sistematica pianificazione ed esecuzione, su tutto il territorio nazionale, di truffe aggravate in danno dei responsabili di vari istituti religiosi (parrocchie, conventi, case di riposo, congregazioni di suore, asili nido e scuole cattoliche). Sono state documentati 86 episodi, per un controvalore illecito complessivo di circa 400.000 euro.

“E’ massimo lo sforzo investigativo profuso dall’Arma dei Carabinieri e dalla Procura della Repubblica di Torino, in stretta sinergia, nel contrastare le truffe messe in atto da astuti malfattori, specie nei confronti delle persone a minorata difesa come gli anziani. L’andamento complessivo della delittuosità nella provincia di Torino anche nel primo trimestre del 2019 è in calo, con l’unica eccezione proprio per le truffe consumate o tentate, che hanno fatto registrare un lieve aumento e quindi richiedono particolare attenzione anche attraverso una efficace attività di prevenzione, che l’Arma sta effettuando su tutto il territorio nazionale diffondendo decaloghi antitruffa e dando consigli ai cittadini durante incontri organizzati per questi fini” ha dichiarato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Torino, il colonnello Francesco Rizzo.

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